Budelli, il nuovo proprietario in visita

L’ente Parco della Maddalena ha finalmente fatto la conoscenza del nuovo proprietario dell’isola di Budelli. Michael Harte, neozelandese, ambientalista per vocazione e amministratore delegato della Commonwealth Bank of Australia, è arrivato oggi in Sardegna per incontrare i vertici dell’Ente e per rassicurare sulle sue buone intenzioni, dopo il gran polverone sollevato dall’asta che gli ha permesso di acquisire Budelli e la sua celebre spiaggia rosa per una cifra ridicola: 2 milioni 940 mila euro. Scatenando l’indignazione di chi avrebbe voluto un intervento dello Stato che non c’è stato, causa una Legge di stabilità che impedisce a qualsiasi P.A. l’acquisto di beni immobili. Ma l’Ente Parco della Maddalena coltiva ancora la speranza di riportare l’isola di Budelli al patrimonio pubblico, sfruttando il diritto di riscatto alla stessa cifra sborsata da Harte. Mentre su Change.org una petizione per centrare l’obiettivo ha raggiunto le 25mila firme.
«E’ stato solo un incontro preliminare – spiega il presidente dell’Ente Parco Giuseppe Bonanno  -. Non avevamo avuto ad oggi nessuna interlocuzione con il signor Harte ed è stato un modo per conoscerci». Dai convenevoli alla sostanza della vicenda. «Harte ha chiarito di non essere interessato a nessun tipo di speculazione edilizia, ma solo alla ricerca». Per “ricerca”, come documenta una bozza di piano, il magnate neozelandese intende la creazione di un “Osservatorio della vita marina” finalizzato a generare e rendere disponibili coerenti dati a lungo termine, per “valutare la salute ecologica del locale ecosistema marino del Parco Nazionale de La Maddalena” e “i servizi di ecosistema che la conservazione dell’integrità ecologica fornisce”.
Il dottor Bonanno conferma questa impostazione. A questo punto, però, ci si pone la domanda: un “Osservatorio” non comporta necessariamente la sua costruzione, quindi la violazione dei vincoli ambientali posti su Budelli? «Per il suo progetto, il signor Harte ha a disposizione esclusivamente le volumetrie già esistenti sull’isola. Per intenderci, la casa del custode (che veglia sulla spiaggia rosa, ndi). Lì il nuovo proprietario può intervenire». E se, pur restando entro quelle volumetrie, il signor Harte mettesse su una struttura ricettiva in cui accogliere facoltosi gitanti con la scusa della ricerca? «Vorrei chiarire il punto, perché sui media si è fatta un po’ di confusione – replica Bonanno -. Se Budelli era già proprietà privata e resta una proprietà privata, allo stesso modo, come in passato, permangono sull’isola vincoli ferrei. Che potremmo addirittura estendere se il nuovo proprietario contravvenisse ai suoi buoni propositi».
«Detto questo – aggiunge il presidente dell’Ente Parco della Maddalena – è nostra intenzione continuare a lavorare per il riscatto dell’isola del Budelli come patrimonio pubblico. E lo abbiamo detto chiaramente anche al signor Harte». Come procede il “lavoro”? «Il nostro bilancio, come è emerso in questa vicenda, è incompatibile con un esborso simile. Ma se c’è un’apertura da parte della politica ce la potremmo fare». E la politica come ha risposto fin qui? E’ possibile immaginare un emendamento alla Legge di Stabilità che permetta il riscatto di Budelli nei termini fissati (i 90 giorni per pareggiare l’offerta di Harte scadranno i primi di gennaio, ndi)? «Abbiamo indicazioni positive dal Ministero dell’Ambiente. Ma da qui a dire che andrà a buon fine…»
L’Ente Parco della Maddalena, dunque, “lavora” e spera. Non è dunque caduta nel vuoto l’interrogazione rivolta al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando dal deputato sardo del Centro Democratico Roberto Capelli, come il richiamo, sempre al ministro, dal presidente dell’ordine dei geologi della Sardegna, Davide Boneddu. Ma sono stati soprattutto il popolo sardo e gli ambientalisti, da tutto il mondo, a insorgere all’inizio di ottobre, quando è arrivata la notizia del passaggio di mano di Budelli.
Indignazione che ha trovato uno sbocco nell’appello “Salviamo Budelli” lanciato suChange.org da Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della fondazione Univerde ed ex ministro dell’Ambiente, per chiedere che l’isola venga riacquistata dallo Stato esercitando il diritto di prelazione. Perché, afferma Pecoraro Scanio, «è un’occasione da non perdere: un privato vende un luogo simbolo del Parco, con ecosistema unico, la spiaggia rosa, per un prezzo molto basso che lo Stato può versare acquisendo così il bene senza le complesse e costose procedure di esproprio».
Appello che ha raggiunto le 25mila adesioni, tra cui quelle di Giuseppe Garibaldi, Presidente dell’Istituto Internazionale di Studi Giuseppe Garibaldi e pronipote dell’eroe dei due mondi, di Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia, e di Fulvio Mamone, Presidente Lipu Birdlife Italia, Sergio Marini, Coldiretti, le parlamentari De Petris (Sel) e Mongiello (Pd ), Jimmy Ghione di Striscia, Ossini – Unomattina verde, Guido Pollice, Rosario Trifiletti.ROMA

di PAOLO GALLORI

Fonte: Repubblica.it

 



Redazione

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