Case passive: cosa sono e quali sono i vantaggi

Le case passive sono edifici progettati in modo da sfruttare l’energia solare e il calore generato al loro interno. L’impianto di riscaldamento e raffrescamento diventa quasi superfluo, con un notevole risparmio sui costi in bolletta e un grandissimo beneficio per l’ambiente. Scopriamo come funzionano le passive house, quali sono i vantaggi e gli standard da rispettare.

Di Laura Tedeschi per Houzz

Il modello di casa passiva si sviluppa in Germania alla fine degli anni ‘80 (Passivhaus in tedesco e passive house in inglese) e fino ad oggi conta circa 40.000 progetti sparsi in tutto il mondo. In Italia attualmente le strutture di questo tipo sono un centinaio.
Il termine “passiva” indica una tipologia di edifici che non richiede alcun impianto di riscaldamento tradizionale, come caldaie, termosifoni o sistemi analoghi; il calore interno è ottenuto dal sole, dalle persone e dalle apparecchiature presenti, che devono essere sufficienti a fornire l’energia necessaria per il riscaldamento invernale. Il Passive House Institute Italia (PHI) definisce il funzionamento di questo tipo di strutture come: “un sacco a pelo che ci riscalda con il calore del nostro stesso corpo”.

L’aspetto esteriore di una casa passiva non è diverso da una di tipo “tradizionale”: gli standard non limitano la composizione architettonica, ma unicamente ne definiscono i requisiti di efficienza. La vera differenza sta nei dettagli costruttivi; la fase progettuale è il momento più importante per soddisfare gli standard della casa passiva e ottenere la certificazione rilasciata dal PHI.
Occorre agire su fattori come l’orientamento dell’edificio, la distribuzione dei serramenti e l’ombreggiamento. Se tutto il sistema funziona bene, il fabbisogno termico per il riscaldamento e il raffrescamento saranno inferiori ai 15 kWh per mq l’anno (dieci volte meno rispetto a una casa tradizionale).

Le case passive rappresentano una scelta sostenibile dal punto di vista ambientale: grazie all’alta efficienza energetica degli edifici sono drasticamente ridotte le emissioni di CO2, che arrivano vicino allo zero. Il fabbisogno energetico delle case passive permette l’utilizzo delle fonti rinnovabili non solo come integrazione, ma come provenienza principale di energia durante tutto l’anno (solare termico, fotovoltaico).

La temperatura e il calore sono equamente distribuiti in tutte le stanze con 20 gradi costanti senza variazione termica rilevante, sia sulle pareti sia nell’ambiente. La salubrità dell’aria è garantita da un sistema di ventilazione con filtraggio delle polveri e umidificazione. Impiegando ad esempio serramenti fortemente sigillati, unitamente a materiali per l’isolamento termico posati all’interno dei muri (poliuretano, lana minerale, canapa ecc.) la costruzione risulterà priva di ponti termici. Vale a dire un involucro in cui il calore non esce, ma si conserva all’interno e che grazie agli impianti di ventilazione con recupero di calore si potrà utilizzare per riscaldare gli ambienti senza che sia necessario l’utilizzo di termosifoni.

La qualità degli elementi costruttivi utilizzati – che inizialmente avranno un costo addizionale sulla realizzazione compreso fra il 3% e l’8% – fa sì che la passive house abbia una durata maggiore rispetto agli edifici tradizionali. Secondo il PHI, a circa dieci anni di distanza dalla messa in opera, le strutture e le caratteristiche dei materiali utilizzati sono pressoché invariate. L’investimento iniziale in componenti edilizi di qualità superiore è attenuato dall’eliminazione dei sistemi di alimentazione per il riscaldamento e raffreddamento; per di più esistono incentivi fiscali statali che aiutano a recuperare gran parte dei costi aggiuntivi.

La passive house si basa su standard funzionali. Questi parametri possono essere gestiti con dei software grazie ai quali si ha un controllo oggettivo di quello che si sta facendo: il software PHPP (Passive House Planning Package), oppure la versione più evoluta Wufi Plus Passive. Requisito fondamentale è la verifica dell’ermeticità dell’involucro. Soltanto se tutti i controlli hanno esito positivo, vengono rilasciati un certificato e una targa da applicare sull’edificio.

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