Cosa succede in Commissione Ecomafie?

A tre mesi dal suo insediamento abbiamo chiesto al Presidente Vignaroli (M5S) di raccontarci linee guida e prossimi passi della Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Ecomafie).

ecomafie

Corriere Roma

 

Da quel 14 novembre scorso, in cui Stefano Vignaroli assunse la presidenza della Commissione Ecomafie, di avvenimenti critici per l’ambiente ne sono successi parecchi, su tutti il rogo al Tmb Salario. Dopo le prime settimane spese a formare la squadra e coinvolgere distaccamenti della Guardia di Finanza e il reparto NOE dell’Arma dei Carabinieri, la Commissione ha inaugurato il suo corso con un fitto calendario di audizioni e dialogando con alcune delle regioni più esposte al rischio ambientale: il prossimo passo sarà una missione di inchiesta in Umbria – presso il Sito di interesse nazionale di Terni-Papigno, ai termovalorizzatori di Terni e alla discarica Le Crete di Orvieto – e poi toccherà a Regione Calabria e Sardegna, che registra il primato per quanto riguarda i reati ambientali.
Un’attività di ascolto che, come altre, Vignaroli vuole condurre in sostanziale continuità con la precedente Commissione, dove ricopriva il ruolo di vice presidente.

Tra i filoni di indagine che l’ufficio di presidenza ha deliberato come prioritari in questa fase si possono citare:

  • Pfas, per i quali in Veneto vige tuttora un doveroso dibattito su come affrontare il danno ambientale, alla luce di un recentissimo studio della Regione che confermerebbe come queste sostanze creerebbero anomalie su neonati e donne incinte;
  • Mercato degli abiti usati, dove il 50% degli abiti raccolti finisce nelle mani della Camorra che li rivende nei paesi dell’est;
  • Bioplastiche, alla luce del fatto che oggi il 30% delle buste in circolazione sono illegali. La grande distribuzione pare aver combattuto questo fenomeno illecito, ma rimangono parecchie zone d’ombra nel medio e piccolo commercio, spesso non per dolo ma per difficoltà a riconoscere la non conformità delle buste. L’idea – anticipa il Presidente – è quella di organizzare con Assobioplastiche dei percorsi di formazione, ad esempio rivolti alla polizia locale, per contrastare efficacemente questo enorme fenomeno, con l’obiettivo non di colpire il commerciante ignaro bensì la filiera che lucra nell’immissione di questi prodotti dannosi per l’ambiente;
  • Flussi paralleli e abbandono di rifiuti elettrici e rottami (RAEE), perché non è possibile – secondo Vignaroli – che molte persone non conoscano gli effetti del decreto “uno contro zero” che permette ai cittadini di portare in negozio il proprio piccolo elettrodomestico da rottamare senza l’obbligo di acquistare nulla. Anche qui gli enti preposti dovranno prestare attenzione al mercato illegale che punta ad intercettare questi rifiuti elettrici ed elettronici per impossessarsi dei metalli preziosi, ma pure il metallo comune, presenti al loro interno;
  • Fideiussioni negli impianti di trattamento, un tema mai affrontato e di cui si è già iniziato a parlare con Anac, per capire se tutti gli impianti le hanno – come da prescrizione di legge – e perché in alcuni casi come Malagrotta queste paiono non venir escusse;
  • Incendi presso gli impianti di stoccaggio rifiuti, perché è necessario che nell’attività di contrasto a questi episodi dolosi oltre ai controlli e alla repressione si crei una filiera del recupero attraverso la sinergia tra Governo, Parlamento e imprese. Va ricordato come tra le tipologie di “rifiuti” maggiormente colpite da incendi vi siano scarti plastici che la Cina non riceve più e che per il momento sono orfani di una filiera che li accolga e li tratti;
  • Impianti di depurazione e trattamento delle acque, perché oggi più di un milione di utenza in tutta Italia non sono allacciate alla rete fognaria. Motivo per cui siamo già sotto procedura di infrazione e rischiamo di pagare mezzo miliardo di euro.

In occasione della sua elezione Stefano Vignaroli aveva annunciato come la Commissione non avrebbe lavorato solo sulle cattive notizie, ma che avrebbe potuto fare visite in impianti che mettono in atto processi virtuosi o innovativi dal punto di vista ambientale. Abbiamo chiesto allora se in questi primi mesi siano già emerse delle buone nuove in tal senso.
A breve una delegazione volerà in Svezia per studiare da vicino il primo supermercato “senza imballaggio” e un impianto di recupero dei rifiuti. Ma Vignaroli cita anche il caso virtuoso, e allo stesso tempo sfortunato, di un imprenditore calabrese che ha deciso – in un’ottica di economia circolare – di produrre dei banchi di scuola grazie al riutilizzo di plastiche miste, che però oggi nessuno vuole comprare. Qui Vignaroli, nel spiegarci il perché di questa situazione, introduce un altro tema caldissimo legato al codice degli appalti – non si esprime sull’infrazione proposta da Bruxelles – e in particolare ai CAM. Infatti, lamenta come questi in moltissimi casi non siano stati ancora definiti e come la pubblica amministrazione nei sui capitolati di gara ancora non dia spazio e premi, come vorrebbe d’obbligo la legge, l’acquisto di prodotti cosiddetti verdi.

Ultima sollecitazione sull’annoso tema dell’end of waste e dei decreti attuativi da tempo annunciati e che li comparto del riciclo attende ormai da troppo tempo. La Commissione, durante una delle ultime sedute, ha avuto rassicurazioni dal Ministro Costa sul fatto che a brevissimo vedranno la luce i primi decreti tra cui quello sui pannolini e proprio quello sulle plastiche miste.

In chiusura il Presidente Vignaroli ci tiene a dirci ancora due cose. La prima, che ripartirà un’indagine sull’uccisione di Ilaria Alpi. A partire da quanto già è stato prodotto dalla Commissione dedicata sarà opportuno indagare sui viaggi sospetti di alcune navi cariche di rifiuti, ma per adesso non aggiunge altro per non compromettere i lavori. Di certo, rispetto al passato, la Commissione vorrà essere più aperta all’esterno con una comunicazione dedicata attraverso gli strumenti dell’ufficio stampa e dei profili social, affinché la sensibilità dei cittadini verso il tema dei rifiuti sia maggiore.

 

Per domande o chiarimenti: andreadbdg@gmail.com



Andrea De Bortoli

Si prende cura della reputazione delle imprese e di tutte le forme organizzative, spronandole ad adottare il paradigma dello sviluppo sostenibile e a comunicare il loro impegno.


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