Doggybag: i clienti hanno ancora imbarazzo nel chiederla

Al ristorante i clienti hanno ancora imbarazzo a portare a casa il cibo avanzato ma la cultura antispreco comincia dalla tavola.

DoggyBag d'autore proposta da Comieco

DoggyBag d’autore proposta da Comieco

 

Trasformare la doggy bag in una piacevole abitudine. Questa la mission messa in campo da Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Consorzio Comieco – Consorzio per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica nell’appuntamento organizzato la scorsa settimana a Tuttofood. Un talk show che ha visto la presenza di Fipe, Comieco, Carlsberg Italia, Just Eat e Regusto per evidenziare il ruolo strategico della doggy bag nella lotta agli sprechi alimentari nel fuoricasa.

 

Punto di partenza del dibattito è stata una recente ricerca condotta da Last Minute Market da cui emerge che il 41% degli italiani non chiede ai ristoratori di portare a casa il cibo e le bevande avanzate o non consumate semplicemente per imbarazzo.
«La doggy bag è una pratica virtuosa, amica dell’ambiente e da richiedere senza alcuna vergogna» commenta Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe «Su questo punto serve un’evoluzione reciproca: come Fipe stiamo avviando un percorso con lo scopo di mettere in pratica un’operazione soprattutto culturale, in modo che portare a casa cibi e bevande non consumate al ristorante non sia un imbarazzo per i clienti e un problema organizzativo per i ristoratori. Se la doggy bag diventasse una pratica consueta, con il contributo di partner come Comieco e anche grazie alla nuova legge entrata in vigore sul tema dello spreco, si potrebbe contribuire significativamente a recuperare una quantità significativa di derrate alimentari che anziché finire nell’immondizia potrebbero diventare risorse a disposizione della comunità».

A questo proposito Comieco presso lo spazio Fipe a Tuttofood presenta il progetto Se avanzo mangiatemi(ideato in collaborazione con Slow Food), nato con lo scopo di ridurre le quantità di alimenti buttati via e di stimolare un cambio di mentalità nei ristoratori e nei clienti attraverso la promozione dell’uso di doggy bag di design. Il Consorzio, insieme ad un team di professionisti, tra designer e illustratori coordinati dall’arch. Michele De Lucchi e da Andrea Kerbaker, ha realizzato una collezione di contenitori per gli avanzi di cibo e bevande che impreziosiscono lo spazio della Federazione a Tuttofood. Sono oltre 50.000 le doggy bag prodotte e distribuite da Comieco ai circa 200 ristoranti italiani che hanno aderito al progetto, 147 dei quali in Lombardia.

 

Gli italiani e la family bag
La pratica di richiedere la doggy bag per portare a casa gli avanzi ha origini straniere, ma la tendenza sta iniziando a prendere piede anche in Italia, come dimostrano i tanti progetti che stanno nascendo in questi ultimi anni, a partire dal progetto “Se avanzo mangiatemi” di Comieco per arrivare fino alla “Foody Bag” distribuita da Confcommercio a Milano proprio in occasione della Food Week.

Entrando nel merito della ricerca emerge che ben il 92% dei clienti complessivamente ritiene che lo spreco di cibo all’interno dei ristoranti sia dovuto al fatto che la gente non mangia tutto quello che ordina. La doggy bag viene considerata positivamente con percentuali pressoché plebiscitarie: il 95% la considera giusta per non sprecare cibo già pagato; per il 93% è importante per contenere gli sprechi alimentari; il 94% la ritiene utile, e l’87% facilmente attuabile.

L’indagine sulla clientela tocca anche il tema della disponibilità dei ristoratori: sulla base delle esperienze dichiarate emerge che circa il 60% dei ristoratori si è reso più o meno regolarmente propenso a preparare la doggy bag. Tuttavia, come anticipato, i clienti mostrano alcune remore: il 41% prova imbarazzo, mentre un 24% ritiene arbitrariamente che i ristoratori non siano attrezzati; da segnalare inoltre un 15% che dichiara di non sapere dove riporre e conservare gli alimenti, e un 12% che avanza il cibo perché non lo ha apprezzato.



Redazione

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