Efficienza energetica in Italia. Dall'Enea bilancio in chiaroscuro

Nei settori in cui l’azione di governo è stata, nonostante qualche oscillazione, coerente, l’Italia guadagna posizioni nella battaglia contro gli sprechi energetici. Nei settori in cui ha prevalso l’immobilismo il deficit rispetto ai paesi leader resta netto. Migliorano nettamente le prestazioni delle case anche grazie al 55% di detrazione fiscale per gli interventi di miglioramento ambientale; corre l’industria; lontani dagli obiettivi trasporti e terziario.
E’ la sintesi che emerge dal rapporto annuale sull’efficienza energetica reso noto dall’Enea. I numeri d’assieme forniti dallo studio sono positivi: nel 2011 si è registrato un risparmio complessivo di 57.595 gigawattora anno, con un incremento del 17,1% rispetto al 2010. E nel 2010 l’efficienza energetica è aumentata di oltre 1 punto percentuale rispetto al 2009.
Analizzando nel dettaglio le prestazioni del sistema Paese si nota però una certa distanza dalla situazione di eccellenza che aveva distinto l’Italia: la performance “se confrontata con l’intensità energetica di altri paesi europei a simile sviluppo industriale risulta per noi positiva del 12,8% rispetto alla Germania e del 18,4% rispetto alla Francia, ma superiore e quindi negativa, rispetto al Regno Unito (+10%) che ha compiuto progressi continuativi nell’ultimo trentennio”. Nel 2010 l’Italia figurava al quarto posto (dopo Irlanda, Danimarca e Regno Unito) nella classifica europea dell’intensità energetica.
Una buona posizione legata al salto di efficienza nel settore residenziale ottenuto grazie a milioni di famiglie che hanno installato caldaie ad alta efficienza e migliorato la coibentazione degli appartamenti. L’industria “ha avuto significativi miglioramenti solo negli ultimi 6 anni”. Il settore dei trasporto “ha registrato l’aumento di efficienza più modesto”.
Dall’analisi dei numeri l’Enea estrae alcuni suggerimenti: incrementare la riqualificazione energetica edilizia estendendo il meccanismo delle detrazioni fiscali; migliorare la qualità energetica degli edifici pubblici; introdurre i sistemi di trasporto intelligenti che in Europa hanno consentito di ridurre di un quinto i tempi di percorrenza e del 12% i consumi energetici; sviluppare le smart grid; rendere più flessibile l’uso della rete elettrica accrescendo il ruolo del consumatore.
“Si tratta di risultati che hanno una significativa ricaduta per l’economia italiana e che costituiscono dei progressi effettivi in un processo di riconversione verso la green economy”, ha dichiarato il commissario dell’Enea Giovanni Lelli. “L’Italia deve ora massimizzare le opportunità connesse all’efficienza energetica puntando a superare gli obiettivi europei al 2020”.
Se il paese riuscirà ad accelerare il miglioramento dell’efficienza energetica e a non disperdere il know how e gli oltre 100 mila posti di lavoro creati nel settore delle rinnovabili avrà più possibilità di agganciare il treno della ripresa economica. E’ una partita che si gioca nei prossimi mesi.
Anche perché se, invece di confrontare il 2011 con il 2010, si allarga lo sguardo agli ultimi 20 anni emerge un quadro molto critico. “Le tabelle dell’Enea dimostrano in modo lampante che dal 1990 il livello di efficienza energetica in Italia è diminuito in tutti i settori. Questo anche a causa di provvedimenti mai coerenti e molto contraddittori”, commenta Mariagrazia Midulla, del Wwf. “Tra pochi mesi il 55% per l’efficienza scadrà di nuovo e le defiscalizzazioni per le ristrutturazioni edilizie torneranno al 36%. Di nuovo dovremo invocare il Parlamento perché faccia una legge che finalmente stabilizzi gli incentivi sulle ristrutturazioni, con una chiara priorità all’efficienza energetica”.

Fonte: www.repubblica.it




One thought on “Efficienza energetica in Italia. Dall'Enea bilancio in chiaroscuro

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

1 × 5 =