Elezioni 2018: l’impegno di Chiara Braga, esponente del PD, per l’ambiente

L’On Chiara Braga, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti è uno dei volti più noti del lato green del PD.
Ha lavorato durante la XVII legislatura ad importanti leggi, come la riforma sulle agenzie ambientali, la legge sugli ecoreati e il collegato ambientale.

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Quali saranno i capisaldi ambientali di un eventuale governo PD?

Per il partito democratico l’impegno sui temi ambientali sarà forte e sostenuto anche da quello che già in questi anni è stato fatto e realizzato. I piani ambientali dovranno diventare non una parte settoriale ma un filo conduttore che attraversa anche altre politiche. Serve un forte legame con economia, sviluppo infrastrutturale e del governo del territorio, sistema produttivo, riconversione in chiave ecologica del nostro sistema produttivo, compreso con un’attenzione al tema dell’agricoltura. L’ambiente come un fattore dello sviluppo. Le nostre proposte sono in linea con le prospettive che si aprono a livello europeo: dal tema della riduzione delle emissioni, del contrasto ai cambiamenti climatici alla rivoluzione dell’economia circolare.

In qualità di deputata, quali sono temi di cui ti piacerebbe occuparti in prima persona?

Continuerò il mio impegno su alcuni aspetti dei temi più strettamente ambientali. In particolare, quello della messa in sicurezza del territorio, il grande piano di riduzione del rischio idrogeologico e di un modello di sviluppo territoriale diverso da quello che abbiamo conosciuto finora. Lavoreremo per fare una legge nazionale sul consumo di suolo, che tenga insieme salvaguardia del suolo agricolo e riqualificazione di quello che già abbiamo costruito, uno dei temi incompiuti della legislatura passata. Lavorerò con la commissione ecomafie, sul fronte gestione dei rifiuti e sulle  attività legate alle bonifiche dei siti industriali dismessi.

Potremo aspettarci un cambio di rotta anche da parte della dirigenza dopo alcune scelte, non propriamente green, fatte dal governo Renzi?

In questi ultimi anni è cresciuto nel gruppo dirigente una sensibilità ambientale maggiore, si è superata quella diffidenza che forse alcuni di noi hanno avuto per cui l’ambiente è nemico dello sviluppo economico. In questi anni pur con qualche battuta d’arresto, si è invertita la rotta. Penso ad esempio all’impegno molto netto che l’Italia ha avuto col governo Renzi sulla questione dei cambiamenti climatici, una strategia energetica che tiene insieme il tema della sicurezza delle fonti di approvvigionamento della sostenibilità economica con quello centrale della sfida climatica. Oggi si può fare una seria politica di sviluppo per il paese investendo sull’ambiente anziché pensandolo solo come un freno o un limite.

Tu pensi ci possano essere anche potenziali alleanze con altre forze, proprio partendo dai temi dell’ambiente?

Io sono sempre più convinta che un partito come il PD non debba pensare di appaltare ad altri i temi ambientali, perché fanno parte del nostro DNA costitutivo. Proprio per questa declinazione che ho cercato di spiegare prima, fanno parte di una forza riformista di governo quale è il PD. Certamente potremo condividere con le altre forze della coalizione, come quella di Emma Bonino, con un pezzo di cultura di sinistra, la centralità dei temi ambientale. Quello che vedo difficile è poter convergere, al di là di singoli casi, con il M5S e anche con la sinistra estrema, quella che ha deciso di stare fuori da noi. M5S detiene un’idea di ambientalismo un po’ malata, quello del non si può fare, che criminalizza l’attività di impresa. Il mondo ci dice che si può costruire un‘alleanza positiva tra politica, società civile mondo associativo, di rappresentanza, ma anche mondo economico. Questo secondo me è il punto che ci differenzia dagli altri: noi vediamo il sistema economico produttivo come un alleato e non come un nemico da combattere.

Quali impatti potrebbe avere una vittoria delle destre sui temi ambientali?

Un pezzo della destra è molto in sintonia con la posizione dell’attuale presidente degli Stati Uniti sul tema del contrasto ai cambiamenti climatici. Non possiamo correre il rischio di arretrare sui temi climatici.
Molto rischiosa anche la la possibilità di invertire la rotta sulla questione del consumo di suolo con un ritorno alle stagioni dei condoni edilizi, tema molto forte in Forza Italia in questo momento. Anche nel sistema industriale oggi, seppur ci sia una maggiore consapevolezza, sussiste ancora uno zoccolo duro di resistenza: se la destra prevalesse questo zoccolo troverebbe la strada spianata.

Tu hai notato, anche grazie ad alcune leggi bipartisan, un avvicinamento PD-M5S sui temi ambientali?

I colleghi del M5S hanno perso alcune occasioni, ad esempio sul tema del consumo di suolo, dove con grande fatica si era riusciti ad arrivare ad una norma non certo perfetta, ma comunque che iniziava a dare un’indicazione su tutto il suolo nazionale, definendola una legge dove si sarebbe consumato più suolo di prima nonostante la legge disponesse dei limiti. Non credo abbiano capito che la mediazione è un valore, contribuendo, in questo caso, a far saltare la possibilità di dare al paese la legge sul consumo di suolo. In altri casi, ad esempio sulla legge degli eco-reati, c’è stata invece una maggiore responsabilità.

Economia circolare, sarà un pilastro della vostra legislatura?

Una delle cose su cui ragionare sarebbe estendere i requisiti di circular procurement (l’acquisto di beni “circolari, nda) al sistema economico privato. Almeno in via sperimentale o di adesione volontaria, meccanismi premiali alle imprese anche private che acquistano prodotti che hanno un bilancio ambientale più virtuoso, un ciclo di vita più lungo.

Per l’economia circolare poi, servirà una parte più attuativa. È necessario completare i decreti o i provvedimenti per definire quello che è low waste e quello che può essere riutilizzato come materia prima seconda. Al momento c’è ancora troppa incertezza e questo scoraggia la riconversione di alcuni segmenti dei settori produttivi.

Vuoi fare un saluto a Rossella Muroni, che come te correrà a queste elezioni?

Le porgo i migliori auguri per questa sua nuova avventura. Forse capiremo meglio i punti di vista reciproci stando nella stessa posizione.



Redazione

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