I falsi bioshopper e il falso impegno per la chimica verde

«Grato ai carabinieri del Noe per operazioni contro stopper illegali. A difesa dell’ambiente e del settore strategico della chimica verde». Parola del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti.

 

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Il ministro si riferisce al maxi sequestro di finti bio-shopper avvenuto in queste ore, un business enorme. Basti pensare che circa la metà dei bioshopper in circolazione sono illegali, un volume pari a circa 40 mila tonnellate di plastica, una perdita pe ala filiera legaledei veri stopper bio pari a 160 milioni di euro, 30 solo per evasione fiscale.

Si tratta di una filiera nera che danneggia chi produce correttamente bioplastiche computabili e disincentiva gli investimenti nel settore. Il tutto senza considerare i gravi danni all’ambiente.

Un tema, questo di cui Bioecogeo ha ampiamente parlato nel numero che potete trovare in edicola in un’inchiesta su un settore che potrebbe essere davvero strategico pe ala nostra economia, la chimica verde.

Dice bene, il ministro. Se non fosse però che proprio recentemente l’Eni ha detto in audizione alla Camera che intende vendere Versalis e con essa non puntare più a uno dei settori più innovativi della nostra industria.

Leggete l’inchiesta su Bioecogeo.

Una piccola anticipazione la potete trovare qui, nell’anteprima del numero in edicola a giugno



Stefania Divertito

Stefania Divertito, è giornalista d’inchiesta, specializzata in tematiche ambientali. Numerose le sue inchieste anche su argomenti delicati. Per citarne alcune: Uranio, il nemico invisibile; Amianto, storia di un serial killer; Toghe verdi, storie di avvocati e battaglie civili. Il suo ultimo lavoro è anche la sua sfida: un romanzo thriller con sullo sfondo il tema dello smaltimento illegale di amianto. Ha vinto il Premio Pasolini nel 2013 ed è stata cronista dell’anno nel 2004.


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