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	<title>BioEcoGeo</title>
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	<description>Il Portale di Ecologia Ambiente Cultura e Attualita&#039; a 360°</description>
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		<title>Entro il 2030 rinnovabili produranno il 25% dell&#8217; energia italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 10:49:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entro il 2030 l&#8217;energia in Italia sara&#8217; sempre piu&#8217; &#8216;verde&#8216;: le rinnovabili cresceranno ad un ritmo superiore rispetto alla media europea, mentre i consumi petroliferi e di gas faranno registrare una drastica riduzione.
E&#8217; quanto prevedono gli scenari illustrati dai ricercatori ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/energie-rinn.-2030.jpg" rel="lightbox[16074]" title="Entro il 2030 rinnovabili produranno il 25% dell' energia italiana"><img class="alignleft size-medium wp-image-16076" alt="FOTOGRAFIA: A BARD I RITRATTI AEREI DI ARTHUS-BERTRAND" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/energie-rinn.-2030-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Entro il 2030 l&#8217;energia in Italia sara&#8217; sempre piu&#8217; &#8216;verde</strong>&#8216;: le rinnovabili cresceranno ad un ritmo superiore rispetto alla media europea, mentre i consumi petroliferi e di gas faranno registrare una drastica riduzione.</p>
<p>E&#8217; quanto prevedono gli<strong> scenari illustrati dai ricercatori di Rse</strong> (Ricerca sul sistema energetico) al Politecnico di Milano in occasione del convegno &#8221;World Energy Outlook. Conseguenze sulla politica energetica nazionale&#8221;.</p>
<p>Il primo dato forte che emerge dalle simulazioni e&#8217; il netto calo dei consumi di combustibili fossili. &#8221;Nel periodo compreso fra il 2010 e il 2020 &#8211; spiega Alberto Gelmini della Rse &#8211; <strong>i consumi petroliferi potrebbero calare del 23% e quelli di gas del 15%&#8221;.</strong> Questo si accompagnera&#8217; ad un vero e proprio sprint delle fonti rinnovabili. &#8221;La corsa del sistema italiano sara&#8217; piu&#8217; veloce della media europea&#8221;, aggiunge Gelmini. &#8221;Entro il 2030 le <strong>rinnovabili</strong> potranno<strong> raggiungere quota 25% nel sistema energetico</strong>, tanto che l&#8217;Italia arrivera&#8217; a produrre il 12% dell&#8217;energia rinnovabile di tutta l&#8217;Unione Europea&#8221;.</p>
<p>Fotovoltaico ed eolico saranno cruciali, dato che i consumi di energia elettrica cresceranno, spinti dalla sempre maggiore diffusione di tecnologie come l&#8217;auto elettrica e le pompe di calore per il riscaldamento. &#8221;L&#8217;energia elettrica sara&#8217; la vera protagonista anche dei consumi quotidiani – commenta Massimo Gallanti, direttore del dipartimento sviluppo sistemi energetici di Rse. &#8221;Si tratta di un&#8217;energia facile da sfruttare, meno dispendiosa da produrre e meno inquinante durante il suo utilizzo&#8221;. Altre buone notizie riguardano invece le emissioni di anidride carbonica prodotte dal sistema energetico, che potranno calare del 20% entro il 2030.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2013/06/18/Meno-petrolio-sprint-rinnovabili-entro-2030_8889884.html" target="_blank">www.ansa.it</a></p>
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		<title>A New York il cellulare si ricarica gratis con l’energia solare</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 10:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una vera pacchia per gli irriducibili del cellulare, oltre che un’assicurazione in caso di eventi meteorologici estremi: 25 stazioni di ricarica gratuite alimentate a energia solare. È l’ultima iniziativa del sindaco di New York Michael Bloomberg, che ha individuato proprio nei raggi del ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/1672835-inline-750-street-charge-11.jpg" rel="lightbox[16072]" title="A New York il cellulare si ricarica gratis con l’energia solare"><img class="alignleft  wp-image-16075" alt="charge" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/1672835-inline-750-street-charge-11.jpg" width="308" height="197" /></a>Una vera pacchia per gli irriducibili del cellulare, oltre che un’assicurazione in caso di eventi meteorologici estremi: 25 stazioni di ricarica gratuite alimentate a energia solare. <strong>È l’ultima iniziativa del sindaco di New York Michael Bloomberg</strong>, che ha individuato proprio nei raggi del sole una possibile risposta ai difetti infrastrutturali che hanno lasciato, lo scorso ottobre, 900.000 newyorchesi senza elettricità a causa dell’uragano Sandy.<br />
Collocate in cinque distretti della Grande Mela, le stazioni di ricarica sono parte di un partenariato pubblico-privato con la compagnia telefonica American Telephone and Telegraph Incorporated (AT&amp;T). <strong>Alimentati da pannelli solari, i “charge point” saranno attivi giorno e notte, a prescindere dalle condizioni meteorologiche. </strong>Oltre ai cellulari, gli utenti potranno ricaricare smartphone, tablet e altri dispositivi anche se la città è priva di fornitura elettrica. In questo modo, Bloomberg spera di evitare che si ripetano situazioni come quella dei primi giorni dopo la tempesta Sandy, quando molti abitanti di New York percorsero chilometri per riuscire a ricaricare i propri dispositivi elettronici.<br />
La prime stazioni a energia solare sono già in funzione a Union Square (Manhattan), Fort Greene Park (Brooklyn) e sull’Isola del Governatore. Entro la fine dell’estate, inoltre, dovrebbero diventare operativi gli altri punti di ricarica.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.greenstyle.it/a-new-york-il-cellulare-si-ricarica-gratis-con-lenergia-solare-43899.html">www.greenstyle.it</a></p>
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		<title>Aziende agricole e cementificazione del suolo: l&#8217;intervista</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 09:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Paolo Pileri è docente di pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano (DIAP). In questa intervista spiega il connubio tra consumo di suolo e sottrazione, in termini quantitativi, di capacità alimentare delle regioni italiane che cementificano di più. Termina ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo Pileri è docente di pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano (DIAP). In questa intervista spiega il connubio tra consumo di suolo e sottrazione, in termini quantitativi, di capacità alimentare delle regioni italiane che cementificano di più. Termina con un invito: quello della copianificazione tra i comuni, soprattutto piccoli, per limitare la frammentazione.</p>
<p>di Maurizio Bongioanni</p>
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		<title>Decreto del fare: l&#8217;Italia investe sul riuso di suolo</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 09:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“È una legge che rischia di passare un po’ in secondo piano rispetto all’impatto immediato del decreto del fare, ma che dal punto di vista della prospettiva è forse più importante perché definisce un principio fondamentale: si può costruire il nuovo ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/ministro-orlando.jpg" rel="lightbox[16067]" title="Decreto del fare: l'Italia investe sul riuso di suolo"><img class="alignleft  wp-image-16069" alt="ministro-orlando" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/ministro-orlando.jpg" width="230" height="149" /></a>“È una legge che rischia di passare un po’ in secondo piano rispetto all’impatto immediato del decreto del fare, ma che dal punto di vista della prospettiva è forse più importante perché definisce un principio fondamentale: si può costruire il nuovo solo se prima si è verificato che non si può intervenire sul riuso dell’esistente”. È quanto ha spiegato a Sky Tg24 il ministro dell’Ambiente, <strong>Andrea Orlando</strong>, <strong>in merito al disegno di legge sul contenimento del consumo di suolo e del riuso di quello edificato contenuto nel dl del fare.</strong><br />
“È una legge – ha aggiunto Orlando – che l’Italia attendeva da moltissimo tempo a fronte di uno spreco di territorio e di risorse che ha causato una parte dei danni che abbiamo constato nel corso di questi anni”.<br />
<a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/Nunzia-De-Girolamo-258.jpg" rel="lightbox[16067]" title="Decreto del fare: l'Italia investe sul riuso di suolo"><img class="wp-image-16068 alignright" alt="Nunzia-De-Girolamo" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/Nunzia-De-Girolamo-258.jpg" width="155" height="155" /></a>“Abbiamo previsto un meccanismo per fissare l’estensione massima di superficie consumabile, attraverso il forte coinvolgimento delle regioni e degli enti locali, in una battaglia che è di tutti – <strong>ha sottolineato il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo</strong>. – La difesa del suolo non è lotta all’edilizia. Al contrario, <strong>con questo disegno di legge introduciamo un principio fondamentale nella materia di governo del territorio che è la priorità del riuso e della rigenerazione</strong>, che consentirà il recupero di zone già edificate ma degradate”.<br />
Il provvedimento definisce i concetti di superficie agricola e consumo del suolo e illustra il procedimento per la determinazione del limite di superficie consumabile. D’ora in avanti il territorio sarà monitorato da un neonato comitato interministeriale, con rappresentanti anche dell’Istat e della Conferenza unificata stato regioni.<br />
Inoltre, il dl prevede censimenti comunali del suolo edificato e il divieto di trasformazione per cinque anni dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuti; ancora, farà scattare incentivi per il recupero del patrimonio edilizio rurale, mentre i proventi dei titoli abilitativi dell’edilizia saranno destinati alle opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Al ministero delle Politiche agricole, infine, viene istituito il registro dei comuni virtuosi i cui strumenti urbanistici non prevedano l’aumento di aree edificabili.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.e-gazette.it/sezione/ecologia/decreto-fare-italia-investe-riuso-suolo">www.e-gazette.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Seminato mais Ogm in Friuli: un reato annunciato</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 14:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogm seminati senza che le autorità abbiano mosso un dito. Slow Food: è una giornata nera 


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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/mais.jpg" rel="lightbox[16052]" title="Seminato mais Ogm in Friuli: un reato annunciato"><img class="size-full wp-image-16053 aligncenter" style="border: 0px none;margin-top: 10px;margin-bottom: 10px" alt="mais" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/mais.jpg" width="677" height="289" /></a></p>
<p>Seimila metri quadrati di mais Ogm sono stati seminati sabato mattina a Vivaro in Friuli, come annunciato dagli esponenti di Futuragra con una serie di SMS circolati nelle giornate scorse. Nonostante seminare Ogm in campo aperto sia in Italia tuttora vietato, nonostante ben due procure (Padova e Pordenone) si siano espresse in tal senso a proposito dell&#8217;operato di un agricoltore che qualche anno fa aveva seminato mais Ogm, e nonostante anche la corte di Cassazione, nel marzo 2012, abbia ravvisato nella condotta di chi semina mais Ogm l&#8217;integrazione di un reato, le autorità locali e nazionali, pur avvisate, non hanno preso alcun provvedimento.<br />
«È incredibile che il Presidente della Regione non abbia compreso la gravità di un gesto come questo (chiaramente una provocazione, vista la piccola dimensione del terreno seminato) e si sia predisposta la presenza delle forze dell&#8217;ordine solo per timore di proteste da parte di fronti non favorevoli agli Ogm», dichiara Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia. «Inoltre, troviamo molto grave, alla luce di quanto è accaduto, che il Governo, benché sollecitato da un voto unanime del Senato, non abbia ancora esercitato la clausola di salvaguardia. C&#8217;è un settore della nostra economia che non va male come tutto il resto, ed è l&#8217;agroalimentare, con le ricadute positive anche sul turismo. Questo episodio frutto dell&#8217;iniziativa di pochi mette a rischio tutto questo patrimonio. Cosa ci vuole perché i politici si decidano a fare il loro dovere?».<br />
<a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/Carlo-Petrini.jpg" rel="lightbox[16052]" title="Seminato mais Ogm in Friuli: un reato annunciato"><img class="alignright size-medium wp-image-16054" style="border: 0px none;margin: 10px" alt="Carlo Petrini" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/Carlo-Petrini-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a>Esterrefatto anche il commento di Carlo Petrini, presidente Slow Food: «Un patrimonio storico come quello delle varietà di mais del nordest subisce oggi un gravissimo attacco con il placet di coloro che dovrebbero tutelarlo per ruolo istituzionale. Si annuncia un reato, si commette sulla pubblica piazza, gli autori lo commentano in conferenza stampa e questo sembra non turbare né le coscienze dei cittadini né il senso del dovere dei politici».<br />
Cinzia Scaffidi, direttore del Centro Studi Slow Food, aggiunge: «Oggi il mondo della biodiversità è stato sconfitto dall&#8217;ignoranza e dall&#8217;ignavia, oltre che dall&#8217;incompetenza politica. E questa è la migliore delle ipotesi, perché il sospetto che sia stato sconfitto anche dalla volontà di lucro e dalla potenza delle grandi aziende sementiere è tutt&#8217;altro che peregrino. Stupisce che tutto ciò accada nel momento in cui sia la Regione che il Ministero dell&#8217;Ambiente sono affidati a esponenti di un partito che dichiara di avere valori antitetici a quelli delle multinazionali dei semi e degli Ogm».</p>
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		<title>Le ecomafie senza crisi: un fatturato annuo di quasi 17 miliardi</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 12:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Strangolata dalla pressione fiscale, dalla burocrazia e dalla stretta creditizia, l&#8217;economia legale precipita. Quella ecomafiosa prospera: viaggia in nero, non ha problemi di liquidità e le decisioni sono rapide. Senza un netto cambio di rotta, che dia fiato a chi ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/edilizia.jpg" rel="lightbox[16059]" title="Le ecomafie senza crisi: un fatturato annuo di quasi 17 miliardi"><img class="alignleft size-full wp-image-16061" alt="edilizia" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/edilizia.jpg" width="300" height="225" /></a>Strangolata dalla pressione fiscale, dalla burocrazia e dalla stretta creditizia, l&#8217;economia legale precipita. Quella ecomafiosa prospera: viaggia in nero, non ha problemi di liquidità e le decisioni sono rapide. Senza un netto cambio di rotta, che dia fiato a chi rispetta le leggi e aumenti la pressione contro le cosche, i segnali negativi rischiano di moltiplicarsi.<br />
<strong>L&#8217;appello è stato lanciato alla presentazione del <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/legambiente-presenta-ecomafia-2013-nomi-e-numeri-dell-illegalita-ambientale" target="_blank">rapporto Ecomafia 2013</a>, curato da Legambiente</strong>. I numeri sono impressionanti: 16,7 miliardi di euro di fatturato, 34.120 reati accertati, 28.132 persone denunciate, 8.286 sequestri effettuati. Aumentano i clan coinvolti (da 296 a 302), quadruplicano i Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose (da 6 a 25), salgono gli incendi boschi.<br />
&#8220;Quella delle ecomafie&#8221;, <strong>ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza</strong>, &#8220;è l&#8217;unica economia che continua a proliferare anche in un contesto di crisi generale. Semplicemente perché conviene e, tutto sommato, si corrono pochi rischi. Le pene per i reati ambientali continuano ad essere quasi esclusivamente contravvenzioni, un po&#8217; come le multe per chi passa con il rosso, e di abbattimento degli edifici quasi sempre non si parla. Anzi, agli ultimi 18 tentativi di riaprire i termini del condono edilizio si è aggiunta la sciagurata idea di sottrarre alle procure il potere di demolire le costruzioni abusive&#8221;.<br />
<strong>Il caso più clamoroso che emerge dal rapporto è proprio quello dell&#8217;edilizia</strong>. Sotto la spinta della crisi, le nuove costruzioni legali sono crollate, passando da 305.000 a 122.000, quelle abusive se la sono cavata con una piccola flessione (da 30.000 a 26.000). Il mercato illegale tiene perché a fronte di un valore medio del costo di costruzione di un alloggio con le carte in regola pari a 155.000 euro, quello illegale si realizza con poco più di un terzo dell&#8217;investimento (66.000 euro). E il rischio della  demolizione è molto basso: tra il 2000 e il 2011 è stato eseguito appena il 10,6% delle 46.760 ordinanze di abbattimento emesse dai tribunali.<br />
<strong><a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/rifiuti-industriali-corbis-672x351.jpg" rel="lightbox[16059]" title="Le ecomafie senza crisi: un fatturato annuo di quasi 17 miliardi"><img class="alignleft  wp-image-16062" alt="rifiuti" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/rifiuti-industriali-corbis-672x351.jpg" width="315" height="216" /></a>Un altro capitolo critico sono i rifiuti</strong>. I quantitativi di materiali sequestrati nei nostri porti nel corso del 2012 sono raddoppiati rispetto al 2011, passando da 7.000 a circa 14.000 tonnellate grazie soprattutto ai cosiddetti cascami, cioè materiali che dovrebbero essere destinati ad alimentare l&#8217;economia legale del riciclo e che invece finiscono in Corea del Sud (gomma), Cina e Hong Kong (materie plastiche), Indonesia e Cina (carta e cartone), Turchia e India (metalli).<br />
Questi flussi garantiscono enormi guadagni ai trafficanti, che vendono un rifiuto invece di smaltirlo, e un doppio danno all&#8217;economia legale: si pagano contributi ecologici per attività di trattamento che non vengono effettuate e le imprese che operano nella legalità sono spesso costrette a chiudere per mancanza di materiali.<br />
<strong>Infine ci sono i reati contro gli animali e la fauna selvatica</strong> (+6,4% rispetto al 2011), contro il patrimonio naturale (gli incendi boschivi sono cresciuti del 4,6%), contro il patrimonio culturale (1.026 furti di opere d&#8217;arte, 17.338 oggetti trafugati ,93.253 reperti paleontologici e archeologici recuperati).<br />
Secondo la Relazione al Parlamento della Dia, nel primo semestre del 2012 <strong>le persone denunciate e arrestate in Italia per i reati di corruzione sono più che raddoppiate</strong> rispetto al semestre precedente, passando da 323 a 704. Questo è un passaggio chiave della lotta alle ecomafie. Un tema su cui è in corso anche la campagna www. riparteilfuturo. it, organizzata da Libera e dal Gruppo Abele, che punta a far votare entro l&#8217;estate al Parlamento una legge contro il voto di scambio.<br />
Sempre alla richiesta di strumenti più efficaci si collega la proposta, rilanciata oggi da Enrico Fontana, responsabile dell&#8217;Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente, dell&#8217;introduzione dei delitti ambientali nel nostro codice penale, con l&#8217;approvazione  del disegno di legge già licenziato dal governo Prodi nel 2007 e ripresentato in questa legislatura dal presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2013/06/16/news/legambiente_il_rapporto_ecomafia_2013-61233058/">www.repubblica.it</a></p>
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		<title>Eco-bonus al 65%, prima vittoria ambientale del M5S</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 10:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[eco bonus 65%]]></category>
		<category><![CDATA[efficenza energetica]]></category>
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		<category><![CDATA[incentivo ristrutturazione casa]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Movimento 5 Stelle rivendica la paternità del nuovo Eco-bonus del 65% che partirà il 1° luglio prossimo, sollecita la stabilizzazione della defiscalizzazione per gli interventi di miglioramento dell&#8217;efficienza energetica degli edifici e punta alla tutela del suolo e a ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/ecobonus.jpg" rel="lightbox[16057]" title="Eco-bonus al 65%, prima vittoria ambientale del M5S"><img class="alignleft size-full wp-image-16058" alt="ecobonus" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/ecobonus.jpg" width="250" height="160" /></a>Il Movimento 5 Stelle rivendica la paternità del nuovo Eco-bonus del 65% che partirà il 1° luglio prossimo, sollecita la stabilizzazione della defiscalizzazione per gli interventi di miglioramento dell&#8217;efficienza energetica degli edifici e punta alla tutela del suolo e a migliorie sul versante idrogeologico e antisismico.</h3>
<p>Il 31 maggio scorso il Consiglio dei Ministri ha varato un provvedimento che proroga e potenzia l&#8217;attuale regime di detrazioni fiscali per chi vuole ristrutturare la propria abitazione ed eseguire interventi di efficienza energetica, innalzandolo <a href="http://www.ilcambiamento.it/efficienza_energetica/efficienza_energetica_eco_bonus_detrazione_sale_65.html" target="_blank">dal 55% al 65%</a>.</p>
<p>Il nuovo Eco-bonus del 65% relativo agli interventi di miglioramento dell&#8217;efficienza energetica degli edifici partirà dal 1 luglio e terminerà il 31 dicembre 2013 per i privati, mentre scadrà un anno più tardi, cioè il 31 dicembre 2014, per i condomini.</p>
<p>“Così &#8211; si legge <a href="http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=71338" target="_blank">comunicato stampa</a> di palazzo Chigi del 31.05.2013, relativo all&#8217;approvazione del Decreto-Legge</p>
<p>- per le spese documentate sostenute a partire dal 1° luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 30 giugno 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio), spetterà la detrazione dell’imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo”.</p>
<p>Il Movimento 5 Stelle, dopo l&#8217;approvazione dell&#8217;Eco-bonus, ha affermato di aver vinto la sua “prima battaglia ambientale: il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato l’Ecobonus che aumenta gli incentivi di riqualificazione energetica degli edifici fino al 65%. Il Governo ha preso spunto dalla Risoluzione 7-00003 della Commissione Ambiente, in cui siamo stati proprio noi ad inserire la possibilità d’incremento oltre il 55%. Siamo certi che questo provvedimento avrà risvolti occupazionali e ambientali molto positivi”.</p>
<p>Per avere chiarimenti in merito, abbiamo raggiunto e intervistato Alberto Zolezzi, deputato del M5S e membro dell&#8217;8a Commissione “Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici” della Camera, tra i redattori della Risoluzione 7-00003.</p>
<p><b>Alberto, il vostro Ufficio stampa ci ha segnalato che il recente incremento dell&#8217;Eco-bonus al 65%, contenuto nel Decreto Legge approvato dal CdM lo scorso 31 maggio 2013, è frutto di una proposta del M5S. Ci può dire quando questa proposta è stata inserita nella Risoluzione 7-00003 ( <a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.asp?highLight=0&amp;idAtto=1030&amp;stile=7" target="_blank">“Risoluzione in commissione 7-00003”</a> della Commissione della Camera (8a Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici)?</b></p>
<p>Il 15 maggio si è tenuta una discussione importante in 8a Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici: il tema era la proroga dell&#8217;incentivo fiscale alla riqualificazione energetica degli edifici, a grave rischio di stop. La “decrescita felice” (cioè la riduzione selettiva e mirata di tutti i consumi inutili ed evitabili, n.d.a.) prevede la &#8220;chiusura dei fori del secchio&#8221; come primo provvedimento utile a ridurre gli sprechi energetici e il ricorso alle fonti fossili, a mantenere adeguati livelli di occupazione, a migliorare la qualità di vita e l’economia.</p>
<p>Nella versione PD della Risoluzione di impegno al Governo era scritto: “dare stabilità all&#8217;agevolazione fiscale del 55 per cento per l&#8217;efficientamento energetico degli edifici”. Abbiamo portato i nostri emendamenti (<i>evidenziati in grassetto, nda</i>) e, in particolare, abbiamo chiesto <b>“opportuni adeguamenti degli incentivi fiscali in base ai risultati ottenuti (ad esempio, incentivo del 66% in caso di ottenimento di classe energetica minore di almeno 2 classi)”</b>, accettando la seguente versione finale: “&#8230;impegna il Governo: a rafforzare le politiche ambientali e a favorire l’edilizia di qualità ed energeticamente efficiente attraverso iniziative dirette alla riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare, in particolare assumendo iniziative dirette a dare stabilità, <b>se non ad incrementare</b>, all’agevolazione fiscale del 55 per cento per l’efficientamento energetico degli edifici, (<b>previa valutazione mediante perizia asseverata della classe energetica, con opportuni meccanismi di controllo</b>)”.</p>
<p>Ecco alcune parti su cui ci siamo maggiormente impegnati (sempre in grassetto): &#8230;favorire “b) l’estensione degli interventi al consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente, compresi gli interi edifici, <b>rendendo obbligatoria la certificazione antisismica degli edifici pubblici e privati e i relativi controlli strutturali periodici</b>; c) nuovi strumenti che vaglino l’efficacia degli interventi sia sotto il profilo tecnico sia sotto il profilo economico in relazione ai periodi di fruizione della detrazione, con opportuni adeguamenti degli incentivi fiscali in base ai risultati ottenuti, con l’obiettivo di prevedere un periodo di ammortamento di cinque anni; d) l’individuazione di adeguate forme di incentivazione anche per i soggetti fiscalmente incapienti che intendano investire in interventi di efficientamento energetico, <b>seguendo l’esempio delle ESCO, metodo applicabile anche in questi casi e che può favorire la qualità degli interventi</b>; e) l’incentivazione dell’utilizzo di materiali di bioedilizia certificati; f) in ogni caso, nell’allestimento degli immobili, l’utilizzo di materiali e manufatti a basso impatto ambientale e a ridotto consumo energetico”.</p>
<p>Mi soffermo sull’ultima parte: ci impegniamo ad informare sull’esistenza e sui metodi delle <i>Energy Service (Saving) Companies</i> (E.S.C.O.), che potrebbero essere applicati proprio ai condomini, per interventi oltre il 25% del perimetro. Il provvedimento del 55% ha generato un mercato, nel 2012, intorno ai 17 miliardi di euro, con oltre 1.400.000 lavori intrapresi e con un guadagno finale per lo Stato (tasse residue pagate dal committente e tasse pagate dalle imprese); il provvedimento, in definitiva, non ha avuto bisogno di copertura finanziaria.</p>
<p>Auspichiamo che andare oltre al 55% possa significare un’ulteriore spinta agli investimenti in questo settore, ad oggi un importante intervento di risparmio energetico nell’arco di circa 7 anni viene assorbito dall’incentivo fiscale e dalla riduzione delle bollette. È importante stimolare gli investimenti in questo settore di chi ha qualche capitale e reddito a disposizione, con il metodo ESCO è possibile favorire gli investimenti degli incapienti e, magari, completare gli investimenti in un condominio dove non si raggiunga la totalità degli aderenti.<br />
Fopnte:<a href="http://www.ilcambiamento.it/efficienza_energetica/eco_bonus_efficienza_energetica_considerazioni_movimento_5_stelle.html" target="_blank">www.ilcambiamento.it</a></p>
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		<title>Piste ciclabili anche sugli Champs Elysées</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2013 08:49:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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Passeggiare sugli Champs Elysées… non solo a piedi ma presto anche in bicicletta. Il piano Vélo 2010 – 2014, lanciato dal Comune di Parigi, prevede una serie di interventi volti a promuovere e facilitare l’uso della bicicletta come mezzo alternativo ]]></description>
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<p><a href="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/ll1w6N1Hvp-Paris-Day-Bike-Tour-4.jpg" rel="lightbox[16048]" title="Piste ciclabili anche sugli Champs Elysées"><img class="alignleft  wp-image-16051" alt="Paris Day Bike" src="http://www.bioecogeo.com/wp-content/uploads/2013/06/ll1w6N1Hvp-Paris-Day-Bike-Tour-4.jpg" width="288" height="216" /></a>Passeggiare sugli Champs Elysées… non solo a piedi ma presto anche in bicicletta. <strong>Il piano Vélo 2010 – 2014, lanciato dal Comune di Parigi, prevede una serie di interventi volti a promuovere e facilitare l’uso della bicicletta</strong> come mezzo alternativo di trasporto; tra questi anche la  costruzione di una pista ciclabile proprio lungo la più famosa ‘avenue‘ della città.<br />
I lavori sono iniziati il 6 maggio e l’inaugurazione è prevista per il 30 giugno. Il progetto prevede la conversione di parte della corsia preferenziale bus in pista ciclabile, su entrambi i sensi di marcia. Saranno anche previsti nuovi attraversamenti pedonali verso Place de La Concorde, per garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti e rendere il traffico automobilistico fluido e privo di impatti, dati dai nuovi cambiamenti.<br />
L’amministrazione cittadina sta dimostrando enorme considerazione verso il cambiamento di abitudini e la nascita di nuove esigenze di spostamento espressi dai parigini. Per questo sono già state messe in campo numerose iniziative negli ultimi anni, tra cui il lancio di Vélib nel 2007, un servizio di <strong>bike sharing che oggi conta circa 245.000 abbonati</strong>; la realizzazione di circa 700 km di piste ciclabili urbane (a doppio senso di marcia) in 10 anni; l’erogazione di incentivi all’acquisto di bici a pedalata assistita.<br />
L’obiettivo, ancor più ambizioso, è quello di ridurre drasticamente l’inquinamento dell’aria, causato principalmente dal particolato contenuto nei gas di scarico delle automobili, incentivando il più possibile il ricorso a mezzi di spostamento alternativi, più economici e molto più “verdi”.</p>
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