Dove sono finiti i parchi Italiani?

In America oltre 290 milioni di visitatori all’anno varcano i gates dei siti naturali generando introiti economici in ogni modo. In Italia sono un tesoro che non sfruttiamo. Perché?

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Di Emanuele Bompan

Quest’anno i parchi americani compiono il centesimo anniversario. Nel 1916, in piena guerra, Woodrow Wilson istituì il National Park Service (Nps) «Per conservare i più importanti siti naturali e lasciarli intatti per le future generazioni».
Oggi i parchi nazionali sono più di 400 in tutto il paese, attirano oltre 290 milioni di visitatori.  Secondo Obama «La futura prosperità degli americani dipenderà dalla leale gestione dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo, della terra che seminiamo. È una fede sacra».

Ma se in America i parchi sono un paziente importante, ma che mostra segni di indebolimento, la situazione in Italia è ancora peggiore, sia per la scarsità strutturale di fondi, sia per la pessima governance amministrativa e le infiltrazioni criminali nelle direzioni di alcuni parchi.
BioEcoGeo ha analizzato budget, organigrammi e intervistato addetti ai lavori per darvi un quadro completo dello stato di salute dei parchi.

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