Fukushima: chiesto lo stato di emergenza internazionale

Presso la centrale nucleare giapponese di Fukushima, lo scorso 18 ottobre due misurazioni conseguenti hanno mostrato un’impennata del livello di radiazioni dei campioni delle acque freatiche. Ad esempio, la concentrazione dell’isotopo radioattivo trizio superava i valori ammessi di oltre 6’000 volte.

Il livello molto elevato di radiazioni era già stato rilevato nei pressi delle cisterne per lo stoccaggio dell’acqua nella centrale nucleare. Sul territorio della centrale sono state ammassate centinaia di tonnellate d’acqua con diversi gradi di radioattività.

La zona è raffreddata dall’acqua corrente, spiega Igor Ostrezov, esperto di fisica ed energia nucleare: “L’acqua arriva e va incanalata da qualche parte. Vi hanno messo appositamente un gran numero di contenitori. Li portano in continuazione.
Fuoriescono grandi quantità di acqua, perché è impossibile versarla tutta nelle cisterne. Sono stati costruiti argini di ritenuta profondi un centinaio di metri ma le acque freatiche passano anche più profondamente e dunque tutto si riversa in mare.
Il Giappone non riesce a controllare la situazione. Bisogna proclamare la situazione d’emergenza a livello internazionale.”

La società che gestisce la centrale nucleare, la Tokyo Electric Power (Tepco) non è in grado di gestire la difficile situazione, come sostiene Vladimir Sliviak, co-presidente del gruppo ecologico internazionale Ecozascita : “La Tepco funziona in regime di pronto intervento. Solo quando succede qualcosa, loro cominciano a pensare al da farsi. Non controllano la situazione.
Può accadere qualsiasi cosa, possono sorgere problemi più gravi di quelli odierni. Un balzo di radiazione è dovuto più probabilmente a nuove fuoriuscite. In diversi luoghi si ammassa sempre di più acqua radioattiva.”

La Tepco intende continuare i lavori di decontaminazione del terreno per prevenire l’ulteriore impatto radioattivo.
La decontaminazione dell’acqua e del terreno, la bonifica di rifiuti radioattivi, la maggior parte dei quali si trova all’interno della centrale nucleare, sono operazioni molto complicate.

Gli scienziati vedono la soluzione del problema nello sviluppo dell’energia a base di torio, ossia la bruciatura di qualsiasi elemento pesante con l’impiego di acceleratori.
Ci si attende che la questione del futuro dell’energia nucleare, così come dei problemi alla centrale nucleare di Fukushima vengano discussi a fine ottobre alla conferenza internazionale patrocinata dall’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare (CERN).

Fonte:www.ticinolive.ch



Redazione

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