Il futuro delle consegne è “a pedali” e sfrutta i Big Data

Peter Harris, Responsabile Sostenibilità di UPS Europa racconta l’esperienza del colosso delle spedizioni e e il suo impegno per la riduzione delle emissioni di CO2 entro il 2025. UPS si impegna infatti a ridurre le emissioni del 12% entro il 2025 per essere in linea con i target mondiali e l’urgenza di limitare i cambiamenti climatici. Come? Attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate, carburanti alternativi, veicoli elettrici e la ciclologistica.

 

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Quali tecnologie state sviluppando come società per raggiungere questi obiettivi? Che tipo di tecnologia state cercando di mettere in campo nella gestione della flotta di veicoli UPS?
“A livello europeo stiamo operando su diversi fronti per rendere l’industria logistica sostenibile e raggiungere gli obiettivi. Innanzitutto è fondamentale per noi continuare sulla strada dell’efficienza, non soltanto riducendo i Km, ma trovando modi sempre più efficaci per farlo. Le tecnologie giocano un ruolo molto importante. Abbiamo recentemente completato la distribuzione negli Stati Uniti e cominciato quella in Europa, di un sistema chiamato ORION -on-road integrated optimization and navigation program [ndr] – che è un sistema di pianificazione stradale. Si tratta in pratica di un sistema di navigazione satellitare avanzato che ottimizza il percorso degli automobilisti per le consegne giornaliere. Il sistema permette di risparmiare in media 7 miglia al giorno per guidatore, quindi un sacco di chilometri. Abbiamo già risparmiato circa 100.000 miglia in un anno e l’implementazione internazionale è appena iniziata. Penso che la rivoluzione dei big data come ORION sia da esempio e sarà sempre più importante nel settore logistico continuare a migliorare l’efficienza riducendo i km.
Tre tecnologie sono state particolarmente importanti per noi: nel territorio urbano, una combinazione di elettrificazione e ciclologistica. Poi per gli autocarri pesanti che viaggiano su e giù nelle autostrade, il gas rinnovabile svolge un ruolo importante e almeno per i prossimi 20 anni.”

Le ciclo tecnologie sono interessanti soprattutto perché le città sono molto congestionate e l’inquinamento è un grave problema. Che tipo di strategie state mettendo in atto in tutta Europa?
“Abbiamo iniziato a sperimentare la ciclologistica da un po’di anni. Ad Amburgo in Germania, abbiamo spostato in centro città i nostri punti di consegna abitualmente operativi fuori città, e abbiamo utilizzato dei container posizionati al centro dell’area di consegna. Durante il giorno venivano utilizzate bici elettriche in combinazione con bici convenzionali per distribuire le consegne da quei container, raccogliere e consegnare i ritiri di spedizione. A fine giornata, i furgoni ritiravano il container e lo riportavano al centro operativo. Al posto di furgoni in giro tutto il giorno, ce n’è uno solo al mattino e uno alla sera, quindi c’è un’enorme risparmio e non vengono occupati parcheggi. Ci è voluto molto tempo per capire come attivare un sistema sufficientemente efficiente che considerasse sia gli aspetti di sostenibilità che quelli economici, ma ci siamo riusciti. Ora stiamo iniziando a espandere questo modello in diverse altre città: a Dublino, a Monaco.”

Qualche progetto per Milano?
In Italia, i nostri autisti non sono dipendenti UPS, stiamo lavorando con loro per implementare le iniziative di trasporto su bici e a Milano abbiamo già qualche bici in strada. Siamo ancora al principio, ma sta iniziando a crescere.

Il modo in cui vengono imballati i pacchi influisce sul volume. State provando a realizzare imballaggi più intelligenti o cartoncini pensati per ottimizzare i volumi?
Una significativa perdita di efficienza nel nostro settore riguarda la quantità di aria che viene spostata nei veicoli all’interno dei colli e anche all’interno di veicoli non pieni. Abbiamo un prodotto che si chiama Paked Perfect. Offriamo ai clienti una macchina in grado di ottimizzare l’imballaggio intorno agli articoli che vengono spediti in modo che sia abbastanza grande da essere in grado di proteggere il contenuto, ma non sia più grande del necessario. Abbiamo ridotto il volume medio occupato dai pacchi dei clienti fino al 40%. Questo significa avere un enorme spazio disponibile sui veicoli che può essere occupato da altri colli ed è importante per le quantità di emissioni prodotte.

Il prossimo mese, in Italia, ci sarà una start-up che lancerà un servizio di crowdfunding per il trasporto di pacchi: basterà fare affidamento su un sistema di sharing economy in modo che i normali cittadini possano consegnare i pacchi dai negozi al cliente. Anche UPS sta cercando di implementare un sistema misto con una piattaforma come questa? Uber per esempio sta sperimentando qualcosa del genere.
Ci sono molti modi per approcciare il“ride-sharing”. Al momento stiamo analizzando da vicino la nostra flotta chiedendoci se possiamo ottimizzarne lo spazio. Un paio di anni fa abbiamo acquisito una società: Coyote che ha sviluppato una piattaforma software progettata specificamente per consentire all’industria di sfruttare al meglio lo spazio disponibile dei mezzi. Nel settore della logistica c’è un’enorme quantità di aria che viene trasportata nei veicoli in una direzione e non nella direzione opposta, quindi questo è un esempio di tecnologia di condivisione del viaggio che stiamo perseguendo.
Altre opportunità ci interessano e potranno essere parte del nostro futuro. Certamente l’efficienza della condivisione dei beni è sempre più significativa e si basa sulla capacità di gestire grandi gruppi di informazioni, che ci condurrà ad al mondo del Internet of Things in cui le cose sono sempre più interconnesse per ottimizzarne il loro uso. Penso che ci siano molte opportunità per migliorare fortemente l’efficienza del nostro settore, e tutto ritorna ancora allo sviluppo di differenti piattaforme tecnologiche per far sì che questo avvenga.

Le auto con pilota automatico: che ruolo giocheranno questi veicoli per la sostenibilità?
Non abbiamo ancora dei modelli con pilota automatico. Queste giocheranno sicuramente una parte importante nel futuro e ci permetteranno di rendere le nostre consegne sempre più efficienti. Una delle aree che trarrà immediatamente vantaggio riguarda le lunghe percorrenze in autostrada dei veicoli pesanti che potrebbero ridurre il consumo di carburante.
I nostri clienti apprezzano l’attenzione del personale dei conducenti di UPS, quindi siamo un po’ riluttanti a introdurre il pilota automatico. La tecnologia automatica potrebbe aiutarci a rendere i nostri conducenti ancora più efficienti, ad esempio alleviandoli da alcune delle loro responsabilità di guida, in modo tale che possano passare più tempo con i clienti.
Ci sono anche altre forme di tecnologia automatica. Stiamo sperimentando quelle particolarmente utili per le operazioni di soccorso umanitario. Abbiamo una partnership tra la nostra fondazione e la compagnia Zip-line (start-up di tecnologia) e l’organizzazione Gabi che è un’alleanza per i vaccini. Stiamo utilizzando dei droni per la consegna di forniture mediche in Ruanda.
C’è molta sperimentazione da fare e vedremo dove ci porterà, ma sicuramente farà parte di alcune entusiasmanti opportunità per il futuro.



Redazione

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