Giornata storica per la Norvegia e per il mondo

Pictured (Left to Right ) Torstein Tvedt Solberg ( Labor Party, Finance Committee , chair of Oil Fund process ), Marianne Martinsen ( Labor Party, Finance Committee ), Arild Hermstad ( Framtiden i Våre Hender ) Protest Groups including Greenpeace, WWF, and Framtiden i Våre Hender ( Future in our Hands ) gather outside Stortinget ( Norwegian Parliament ) to encourage the government to divest the Norwegian pension fund from coal investment.

Protest Groups including Greenpeace, WWF, and Framtiden i Våre Hender ( Future in our Hands ) gather outside Stortinget (Norwegian Parliament) to encourage the government to divest the Norwegian pension fund from coal investment.

Il WWF segnala  che il 27 maggio la Commissione Finanziaria del Parlamento norvegese ha confermato che il Fondo Sovrano Norvegese ha chiuso con gli investimenti in carbone. L’accordo bipartisan raggiunto dal Comitato permanente per la Finanza e Affari Economici del Parlamento impone al Fondo Sovrano Norvegese (fondo di investimenti più grande al mondo con 900 miliardi di dollari di investimenti totali) di cedere le sue partecipazioni in società che generano oltre il 30% della loro produzione o dei ricavi da attività in miniere di carbone o in centrali elettriche a carbone. Si stima che la mossa possa vedere più di 5,5 miliardi di dollari di dismissione, compresi gli investimenti in aziende come la tedesca RWE, la Cina Shenhua, Duke Energy da gli Stati Uniti, Australia AGL Energy, e della Polonia PGE.
I commentatori avvertono che la decisione del Parlamento norvegese, che si perfezionerà il 5 giugno, creerà un effetto domino sul resto del settore investimenti e sul mercato energetico internazionale. Infatti, i criteri adottati dalla Norvegia rappresentano il provvedimento più forte mai preso contro il comparto dei combustibili fossili. Il WWF ricorda che secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) il carbone è ancora il combustibile fossile che riceve le maggiori sovvenzioni dagli Stati.
Con questa mossa il Parlamento raccoglie la sfida lanciata da una serie di esperti del clima, economisti, istituzioni finanziarie, politici di alto livello e gli ambientalisti di tutto il mondo. Nelle ultime settimane la Norvegia è stata posta al centro dell’attenzione mondiale, grazie a una campagna internazionale #DivestNorway condotta da Future in our Hands, Greenpeace Norvegia e WWF Norvegia. Le tre organizzazioni, in poche settimane, hanno raccolto – in uno sforzo congiunto con i partner internazionali 350.org, Avaaz e Urgewald – decine di migliaia di firme a sostegno del disinvestimento dal carbone.
La decisione segna una delle più grandi vittorie per la campagna di disinvestimento globale che ha recentemente ottenuto gli impegni dalla Chiesa d’Inghilterra, dell’Università di Edimburgo e di molti altri. È un passo importante per raggiungere l’obiettivo di mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia di 2 gradi centigradi. Per raggiungere tale obiettivo è fondamentale che i principali investitori mondiali abbiano segnali chiari dai Governi, a cominciare da quelli del G7 che si terrà a Bavaria (Germania) il 7-8 giugno.
Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia afferma che «La situazione climatica è drammatica, occorre agire con urgenza e investire nelle rinnovabili e nell’efficienza energetica, non nei combustibili del passato». Tra tutte le fonti fossili il carbone è la fonte più sporca e più inquinante, responsabile di 800.000 morti premature a livello globale e rappresenta la principale fonte di emissioni di gas serra: nel 2012, quasi il 44% della CO2 è stata originata proprio dalla combustione del carbone.



Redazione

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