Google e CO2: i data center diventano green

Per Google il futuro dell’energia è green. Il colosso informatico di Mountain View è alla continua ricerca di nuove soluzioni per ridurre l’impatto ambientale attraverso l’impiego di energie rinnovabili e l’incremento dell’efficienza energetica, a fronte di una riduzione delle emissioni di carbonio.

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Data center a impatto zero
Google è sempre più sinonimo di sostenibilità ambientale, utilizzando metà dell’energia rispetto ad altri data center concorrenti. Allo scopo di minimizzare l’impatto ambientale, il motore di ricerca (che favorisce la visibilità online di piccole e grandi aziende) si avvale di molteplici innovazioni ecosostenibili che gli hanno permesso di risparmiare circa un miliardo di dollari in costi energetici.

Il colosso ha recentemente raddoppiato gli investimenti in energia pulita, andando ad aggiungere altri 842 megawatt di energia solare ed eolica per sostenere le proprie attività. L’impegno ecologico di Google va dalla costruzione di edifici più efficienti, che consumino una minor quantità di energia, all’ideazione di tecnologie che permettano, ad esempio, di ridurre l’inquinamento dovuto all’aria condizionata e ai sistemi di backup necessari ai data center. Si passa poi alla produzione di energia rinnovabile in quantità superiore al consumo, in modo da poterla mettere a disposizione di altri utenti.

Rapporto costi-benefici
Quella dell’energia pulita è una scelta che tutta l’industria dei data center dovrebbe seriamente prendere in considerazione, purché gli obiettivi vengano raggiunti garantendo un buon rapporto costi-benefici. Per fortuna, in alcuni casi le energie rinnovabili sono un’opzione più economica rispetto alle fonti di energia tradizionali. Infatti, mentre i prezzi dei combustibili fossili hanno una curva dei costi crescente, i prezzi delle rinnovabili vanno nella direzione opposta. Anche considerando come la fratturazione idraulica (fracking) abbia ridotto il costo per l’estrazione del gas metano in molte regioni, l’andamento dei prezzi punta a favore delle rinnovabili.

La ragione è certamente riconducibile al tipo di fonte energetica utilizzata. L’industria delle rinnovabili è incentrata sullo sviluppo e la distribuzione di tecnologie (turbine, pannelli solari, ecc.) destinate a raccogliere risorse naturali illimitate e onnipresenti. L’industria dei combustibili fossili sfrutta invece la tecnologia allo scopo di spremere risorse che sono molto più difficili da estrarre. Ecco perché i combustibili fossili tendono ad essere molto più instabili nel prezzo.

Le iniziative green di Google
Molte sono state le iniziative green messe finora in atto da Google, dalla costruzione di un parco eolico in Iowa nel 2010 alla realizzazione di un nuovo centro dati al posto di una vecchia centrale a carbone nel 2014. Lo scorso anno il gigante californiano ha investito 300 milioni di dollari nel progetto SolarCity, un piano volto a incentivare l’adozione dell’energia solare nelle case americane attraverso l’installazione gratuita di pannelli fotovoltaici.

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Alcuni contratti stipulati dall’azienda procureranno energia a prezzi stabili per almeno altri 20 anni. Google è stato un pioniere tra le grandi tech company del pianeta nell’acquisto di energie rinnovabili, ideando progetti per garantire che le emissioni di carbonio dei propri centri dati fossero compensate dalla generazione di energie rinnovabili, assicurando allo stesso tempo dei costi ragionevoli. Google usa attualmente fonti rinnovabili per il 35% delle proprie attività, ma l’obiettivo è quello di triplicare la capacità di energia pulita entro il 2025 e che i suoi data center diventino completamente green, eliminando del tutto le emissioni di carbonio.



Redazione

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