I fiori di Tsereteli

Per molti turisti che arrivano a Mosca il nome di Zurab Konstantinovich Tsereteli è legato all’immensa statua di Pietro il Grande sulla Moscova, alla stravaganza di un artista controverso. Nato a Tblisi, in Giorgia, il 4 gennaio 1934, abbiamo di fronte uno dei pittori e scultori più discussi degli ultimi anni. Ma straordinario anche per la sua stravaganza e la sua vivacità. Al numero 19 dell’elegante via Prechistenka a Mosca, palazzo restaurato fra il 1998 e il 2000, oggi si trova il Museo Galleria Tsereteli, aperto nel marzo 2001. Qui troviamo molte sorprese. Decine di stanze, sculture imponenti e muri pieni di quadri colorati. In un palazzo molto curato, dalla lunghe ed eleganti scale di marmo bianco. Si entra qui e ci si sente felici. Noi abbiamo colto i fiori.

Fiori Tsereteli Simonetta Sandri 2

Dopo aver attraversato molte stanze, partendo dalla sala iniziale dei bronzi, dove sfilano enormi statue che ritraggono il cantautore russo Vladimir Semenovich Vysotsky, compositori come Mstislav Leopol’dovich Rostropovich, poeti come Aleksandr Sergeevich Pushkin o la principessa scrittrice pietroburghese Ekaterina Romanovna Dashkova, stretta collaboratrice di Caterina II, nonché direttrice dell’Accademia delle Scienze e dell’Accademia Russa, si ammirano la statua di Vladimir Putin vestito da judoka e le statue-quadro di molti artisti russi, dal mondo cinematografico a quello letterario. Le sale successive, ai piani superiori, sono un crescendo di allegria e entusiasmo, sprigionano energia pura. Spazi e opere dedicati a Charlie Chaplin e tele che ricordano il mondo dei gitani sempre allegri, per vestiti, visi, colori e situazioni. Fiori, tanti: dai girasoli splendenti fino a margherite, tulipani, viole e frutti. Qualche viso assomiglia a quello dell’artista. Magari è solo un’impressione. Chi si aspetta un artista monotono e specializzato solo in enormi sculture bronzee verrà deluso ma positivamente sorpreso da una creatività e inventiva senza limite. Sculture “fantasy”, colori vivaci, qualche volta un po’ di kitsch che però mette allegria. Disegni precisi, tratti forti. Qualche volta uno stelo di un fiore un po’ ricurvo ricorda il canto di una bellezza lontana perduta ma che cerca comunque spazio, cerca la rinascita, svetta verso il cielo imponente. Di fronte a tanta bellezza che esplode ci si rianima, si riprende fiato da un grigiore legato anche a un tempo freddo, rigido, secco, nuvoloso e pungente. Il colore, d’altra parte, invita sempre a volare, a scappare, con la fantasia, ma non solo. A concludere la visita, il plastico di un grande progetto, non andato a buon fine: un immenso parco per bambini a Mosca, accanto a una sala dove l’artista tiene lezione di pittura ogni venerdì. L’odore fresco dei colori è davvero forte, la luce invita, le tavolozze chiamano. Scorriamo insieme i petali, allora, uno ad uno. Piano piano.

 

Fotografie di Simonetta Sandri



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


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