Il piano Amazon per le ex centrali nucleari

Amazon potrebbe acquistare ex centrali nucleari, per un totale di 300 megawatt con l’obiettivo di costruire delle “server farm” che facciano da base per l’Italia, ma anche per il Sud Europa, per il business dell’azienda americana.

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Amazon ha già compiuto un sopralluogo dei siti in cessione, attualmente ce ne soni 23 sparsi su tutto il territorio nazionale, ma pare che sia interessata soprattutto a quelli piemontesi,tra cui quella di Trino Vercellese, mentre pare abbia abbandonato l’idea di Montalto di Castro per dubbi relativi alle  dimensioni del sito e questo è un peccato se si pensa che questa centrale non è mai neanche entrata un funzione a causa del referendum del 1987, trasformandolo in un enorme eco-mostro.
La scelta del gruppo americano, quindi, potrebbe ricadere su tre ex-centrali, tutte ubicate in Piemonte. La trattativa è ancora in corso e il valore è sconosciuto, ma che ci siano degli scambi in atto tra le due società è fuor di dubbio, visto che, proprio in questi giorni, Enel  ha completato la migrazione dei propri dati verso Aws, Amazon Web Services, che attualmente opera in Europa attraverso data center a Francoforte e in Irlanda. I siti italiani potranno essere utilizzati anche come basi per la logistica dell’e-commerce per il Nord-Ovest. L’idea di cedere e riutilizzare le vecchie centrali nucleari non è nuova, tant’è che già un anno fa fu indetto un concorso pubblico  per la selezione di progetti innovativi, premiati anche in denaro, che convincessero gli amministratori locali, le popolazioni e gli imprenditori che ci avrebbero messo investimenti e fatica. L’intenzione era quella di formalizzare le proposte entro ottobre 2015 e aggiudicare il premio entro fine anno scorso. Si contava di avere un quadro chiaro entro la fine dell’anno per tutti e 23 gli impianti per i quali era già stato avviato un contatto con enti locali,  Confindustria locale e  sindacati, per evitare anche una dispersione di posti di lavoro.   E’ evidente che, comunque, rispetto alle previsioni,  i tempi si siano allungati, ma per i tre siti presi in considerazione da Amazon la decisione verrà presa nei prossimi giorni. Tra le variabili potrebbe esserci anche quella del vuoto lasciato dal “Safe Harbour”, l’accordo che regolava l’utilizzo dei dati di cittadini e aziende europee da parte di società statunitensi, accordo bloccato nel 2015 dalla Corte di Giustizia Europea. Ma è atteso in questi giorni il “Safe Harbour 2” che potrebbe, però, avere delle complicazioni legali. Non è esclusa, comunque, un’intesa tra le due società sia per la gestione e l’approvvigionamento dell’energia che per la fornitura dell’infrastruttura di banda ultralarga di Enel Open Fiber.

Non ci resta che aspettare la fumata bianca o nera da Seattle, quartier generale del colosso americano, il quale, però, ha preferito,  non commentare.



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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