Il WWF sulla polemica per il “raddrizzamento” della Costa Concordia

«Il governo italiano ha un quadro di garanzie, vagliato dai propri organismi tecnici competenti, esaustivo e condiviso, per procedere in sicurezza all’operazione di raddrizzamento della Costa Concordia dal 16 settembre, un’operazione necessaria e urgente ma mai tentata al mondo per una nave di quella stazza?» Questa è la domanda, fatta già il 2 settembre scorso, che il WWF rilancia alla luce di quanto emerso rispetto al carteggio tra il Ministro dell’ambiente Orlando e il Prefetto e Commissario Governativo Gabrielli: nello scambio, il Ministro chiede la valutazione tecnica del Consiglio dei Lavori Pubblici (presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dicastero competente in materia) sull’intera operazione, e chiede di avere i dettagli – che evidentemente ancora non possiede – sul piano di gestione dei liquidi e dei rifiuti solidi presenti ancora nel relitto e per far fronte ad eventuali emergenze ambientali.
Anche alla luce del fatto che lo stesso Gabrielli, a quanto risulta, il 23 agosto scorso attendeva da parte di Costa documentazione relativa al piano di emergenza, il WWF chiede nuovamente se sono state coinvolte tutte le competenze tecniche pubbliche per verificare che il quadro delle opzioni proposte nelle varie fasi operative sia completo e dettagliato e non basato sul semplice vaglio delle proposte avanzate dal Consorzio incaricato da Costa Crociere e per individuare quali possano essere i grandi e piccoli problemi tecnici che potranno sorgere in un’operazione senza precedenti al mondo, in cui ognuno si deve assumere sino in fondo le proprie responsabilità.
Il WWF auspica che le operazioni possano iniziare prima della cattiva stagione, ma in un quadro di garanzie e chiede anche che subito si dia il via ad una valutazione multicriteria, che compari le diverse opzioni proposte in merito ai rischi per la sicurezza anche ambientale e che sia espressa oltre che dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti anche dalla Commissione VIA del Ministero dell’ambiente (già un anno fa attivata sul progetto “Concordia”) per capire quale sia la soluzione migliore per il trasferimento del relitto soprattutto in rapporto all’individuazione del luogo di destinazione per lo smantellamento della nave.



Redazione

Bioecogeo non è solo una rivista o un sito bensì un progetto! Creare un modello di società più consapevole, forte della condivisione e diffusione di una cultura ambientale per il benessere del singolo individuo e del pianeta in cui vive.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

due + due =