La cultura deve essere dei suoi cittadini

Renato Bazzoni, architetto nella Milano della ricostruzione e del boom economico, progettava edifici industriali e alberghieri, abitazioni e ospedali, ma la sua passione era da sempre l’architettura rurale, quella «Creata dalla gente dei campi, delle montagne, delle coste» come la amava definire.

BioEcoGeo_Bazzoni

Passione che, insieme alla sua amata macchina fotografica, lo portò in giro per l’Italia alla ricerca di testimonianze di un mondo che andava scomparendo, di quelle grandi trasformazioni che stavano facendo dell’Italia un paese un postindustriale.
Tutto questo, quando l’Italia iniziava a sperimentare i primi grandi disastri ambientali: straripamento dell’Arno a Firenze e acqua che raggiunse i due metri a Venezia.
Più di 300 di questi scatti sono stati selezionati dal FAI (Bazzoni insieme a Giulia Maria Crespi, Franco Russoli e Alberto Predieri ne è stato il fondatore) che ha allestito una mostra dal titolo: “Conoscere e amare l’Italia. Le trasformazioni del Paese attraverso le fotografie di Renato Bazzoni” che si è tenuta nel febbraio scorso negli spazi della Cavallerizza a Milano, che continuerà al teatrino di Vetriano di Pescaglia (LU) fino al 19 luglio per poi riprendere in autunno.

Di Maria Pia Mazzotti Erede

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