La Grande Barriera Corallina è in pericolo

Il Re del Carbone indiano, Mr. Adani, vuole trasformare la Grande Barriera Corallina in una rotta per navi da trasporto.
È stata la stessa UNESCO a dichiarare che il progetto mette la Barriera a rischio, e addirittura 8 importanti banche internazionali si sono già tirate indietro. La Grande Barriera Corallina è l’organismo vivente più grande della Terra, la casa di migliaia di specie protette. Negli ultimi 30 anni l’inquinamento delle miniere, il cambiamento climatico e altri fattori l’hanno dimezzata. Il giornale tedesco Der Spiegel ha riportato che “se il trend attuale non cambierà, potrebbe succedere l’impensabile: la Grande Barriera Corallina potrebbe morire”.
Questa corsa sfrenata verso il carbone è tossica per il pianeta. Il carbone è il combustibile più inquinante e per farlo arrivare in India il signor Adani dovrebbe far passare le navi proprio attraverso la Barriera. Dicono che il carbone serve all’India per combattere la povertà. Strano allora che il ministro indiano per la gestione del carbone abbia annunciato che l’India dovrebbe riuscire a eliminare le importazioni entro tre anni: molto prima che la miniera australiana sia pronta a partire!
Un sondaggio mostra che il 69% degli indiani è contrario al progetto. Adesso la State Bank of India, alla quale il magnate indiano ha chiesto un prestito da un miliardo di dollari, deve decidere se firmare o affossare l’accordo. Il Presidente dell’istituto bancario, la signora Bhattacharya, ha legato la sua reputazione all’impegno contro i “prestiti sbagliati”. “Un appello globale e di massa può convincerla a riconsiderare l’investimento per questo assurdo progetto” ecco come l’associazione Avaaz lancia la sua nuova petizione.
“La pressione internazionale –  continua l’associazione – ha già fatto cambiare idea ad altre banche, ora è il momento di farci sentire e impedire il prestito più dannoso del mondo. Raggiunto il milione di firme dimostreremo in un dossier i problemi finanziari e ambientali del progetto e lo consegneremo alla Presidente Bhattacharya con tanto di notifiche legali, accompagnando il tutto con una campagna mediatica”

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