La memoria del ghiaccio

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Tutti pronti, in attesa, ai blocchi di partenza. Anche italiani verso il mondo dei ghiacci. Sarà lanciata, dal massiccio del Monte Bianco in Francia, il prossimo 15 agosto, la prima missione per proteggere la memoria dei ghiacci: scienziati che uniscono le loro forze per creare un archivio globale dei ghiacci. Questa l’idea del progetto Protecting Ice Memory, una collaborazione italo-francese nata per allestire, in una grotta di neve in Antartide vicino alla base Concordia, una “banca” mondiale di carote di ghiaccio, con i campioni dei ghiacciai minacciati dal riscaldamento globale. A unire le forze il Laboratorio di Glaciologia e Geofisica Ambientale (LGGE) di Grenoble, l’Università Ca’ Foscari di Venezia, il CNR e l’Università di Grenoble, che hanno iniziato a lavorare sul progetto fin dal 2015, dopo aver osservato l’innalzamento delle temperature, tra 1.5° e 2°, intorno ai ghiacciai del Col du Dôme e dell’Illimani nelle Ande boliviane, Ma dal 15 agosto ai primi di settembre si passerà alla parte operativa: il team di dieci glaciologi (francesi, italiani, russi e americani) estrarrà tre carote di ghiaccio di 130 metri dal Col du Dôme, a 4300 metri di quota nel Massiccio del Monte Bianco, sulle Alpi francesi. Una sarà trasportata, via elicottero, all’LGGE, per essere analizzata e per fornire dati da registrare in un apposito database. Le altre due saranno condotte via nave fino alla stazione Concordia, dove saranno conservate in una grotta alla temperatura naturale di -54 °C (senza il rischio che un blackout faccia fondere i reperti). Il gruppo sarà coordinato da Patrick Ginot, ricercatore del francese Istituto di Ricerca per lo Sviluppo (IRD) che lavora con il LGGE e da Jérôme Chappellaz, Direttore di Ricerca presso il CNRS. Una seconda e più complessa operazione sarà condotta nel 2017, sul ghiacciaio Illimani nella Ande boliviane. Molti altri paesi sono candidati a unirsi al progetto, per proteggere la memoria dei ghiacciai cui hanno accesso: Germania, Austria, Svizzera, Brasile, Stati Uniti, Russia, Cina, Nepal e Canada. Il progetto contribuisce al Programma Idrologico Internazionale di UNESCO (IHP), nel quadro del VIII-IHP (2014-2021) Water Security: Responses to Local, Regional and Global Challenges. Campagne informative dedicate saranno coordinate dalle istituzioni coinvolte: dal 18 al 30 agosto (con aggiornamenti quotidiani dal 22 al 26) saranno a disposizione del pubblico notizie dal gruppo di scienziati anche con video relativi all’estrazione delle carote di ghiaccio.

Fotografia nel testo National Geographic



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


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