L'ambiente è sviluppo: cinque idee per il futuro dell'Italia

La crisi che attraversa l’Italia è «figlia di politiche scellerate che hanno considerato l’ambiente come un freno per lo sviluppo economico o un lusso da rinviare a tempi migliori». Parole chiare quelle di Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, alla presentazione del rapporto Ambiente Italia 2013, realizzato dall’associazione ambientalista in collaborazione con l’Istituto Ambiente Italia. Cogliati Dezza ha fatto cinque proposte per «cambiare il futuro in modo radicale»:
1) ridisegnare la fiscalità per spingere l’innovazione ambientale e creare lavoro
2) fermare le ecomafie con sanzioni penali adeguate, misure preventive e patrimoniali, obbligo di ripristino dello stato dei luoghi
3) rilanciare gli investimenti in ricerca e green economy e contrastare il dissesto idrogeologico
4) premiare l’autoproduzione energetica da rinnovabili e la riqualificazione del patrimonio edilizio
5) mettere al centro le città (welfare, trasporto pubblico, asili, istruzione) per non perdere le risorse dei fondi strutturali europei.
È  sul problema dell’illegalità ambientale che pone particolare attenzione il rapporto. Secondo Legambiente, infatti, negli ultimi dieci anni il business totale delle ecomafie è aumentato dai 14,3 miliardi di euro del 2001 ai 16,6 miliardi di euro del 2011. «Le infrazioni accertate nel 2001», si legge nel rapporto Ambiente Italia 2013, «erano 31.201, oggi, nonostante l’accresciuta sensibilità e la diffusione delle informazioni sulla gravità del problema, sono 33.817. Le persone denunciate o arrestate erano 25.890 mentre oggi sono 28.274. Anche nel ciclo dei rifiuti le infrazioni sono aumentate, passando da 1.734 a 5.284, così come per l’annoso problema (tutto italiano) dell’abusivismo edilizio che grazie ai reiterati annunci di condono edilizio e alla scarsa attuazione della politica degli abbattimenti, ha visto il fenomeno passare dalle 25 mila infrazioni del 2001 alle 27 mila attuali».

Fonte: www.corriere.it




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