Lanterne volanti nei cieli lombardi nuovo rischio per cascine e animali

Allarme per i palloncini di carta che ondeggiano nel vuoto grazie all’aria calda prodotta dalla fiammella di uno stoppino e il cui uso è sempre più diffuso a feste, sagre e matrimoni. “I resti di queste mini mongolfiere di origine orientale – spiega la Coldiretti Lombardia – non sono sempre biodegradabili: alcune hanno parti in filo di ferro che rischiano di mischiarsi al foraggio degli animali durante il taglio dei prati o la trinciatura del mais. Noi le abbiamo trovate mentre stavamo preparando il terreno per il fieno – spiega Paola Rinaldi, 30 anni, della Cascina Gallinazza di Lodi Vecchio (Lodi) – c’era una parte in legno leggero e un’altra in ferro. Per fortuna ci siamo passati sopra con il rullo, ma se fosse stato un tagliaerba avrebbe rovinato le lame. Per non parlare del rischio di mischiare questa cosa al mangime degli animali. Credo che quelle che abbiamo trovato noi risalgano a Capodanno e siano arrivate dalla zona di Mairano e di Cerro al Lambro”.
“Ma la moda del lancio delle lanterne volanti – spiega la Coldiretti Lombardia – è ormai diffusa un po’ ovunque: l’anno scorso le hanno usate per esempio a Vimercate, Brescia, Cremona e il 26 aprile prossimo saranno distribuite per un lancio notturno a Corbetta. A Lecco nel 2012 la Questura le ha vietate per chi le usa senza la licenza, perché pericolose per l’ambiente e il traffico aereo. Secondo una ricerca della Coldiretti Lombardia, in commercio se ne trovano diversi tipi, con costi variabili fino a 3 o 4 euro ciascuna a seconda della dimensione, della rifinitura e della personalizzazione. Il corpo è realizzato di solito in carta di riso e quelle interamente biodegradabili hanno lo scheletro di sottilissimo bambù, con al centro uno stoppino combustibile premontato. Ma ce ne sono anche con parti in filo di ferro. Di solito viene suggerito l’uso solo agli adulti evitando i giorni di vento e lanciandole lontano da materiale infiammabile, aeroporti e ostacoli alti. “Ma se cadono ancora accese sui fienili o sugli impianti a biogas penso ci sia qualche problema” dice Paola Rinaldi.
Non si tratta di una tradizione italiana. La leggende narra che un imperatore cinese le abbia inventate per mandare una richiesta di aiuto al proprio esercito. In Estremo Oriente la gente le usa per affidare al cielo i propri desideri. Basta però – conclude la Coldiretti Lombardia – che quando tornano a terra non si trasformino in incubi.



Redazione

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