Legno e acciaio: un nuovo matrimonio

È possibile coniugare in architetture complesse la solidità e duttilità dell’acciaio con le performance del legno biomateriale di estrema qualità, resistente, salubre e abbondante?

BioEcoGeo_Progettomanifattura

Pre Metal con il supporto di Evotre, una giovane impresa nata dentro Progetto Manifattura, Tesi Engineering, Habitech – Distretto Tecnologico Trentino ed in collaborazione con l’Università degli Studi di Trento e Delta Ingegneria hanno presentato durante un evento a Trento il nuovo sistema di prefabbricazione per l’edilizia residenziale, commerciale e pubblica che mette insieme questi due materiali per la prima volta con un nuovo innovativo brevetto.

Il progetto di ricerca e sviluppo industriale è ad opera di Pre Metal S.p.a, impresa trentina che ha un’esperienza di quarant’anni nel campo dell’edilizia industrializzata.
Il modello presenta una completa flessibilità nella distribuzione funzionale grazie alla prefabbricazione anche per le parti impiantistiche; la suddivisione delle unità abitative è modificabile garantendo qualità e funzionalità degli spazi nel rispetto degli standard residenziali.
«Il matrimonio tra legno e acciaio offre grande adattabilità, durabilità e costante rispondenza alle necessità sociali e culturali e consente una riduzione dei costi di manutenzione e gestione; questa nuova unione apre le porte della prefabbricazione a tutte le funzioni garantendo alti standard qualitativi» spiega l’ing. Marco Pedri, Presidente di Pre Metal.
«Con questo prototipo siamo riusciti a raggiungere un’ottima efficienza termica e un ridotto impatto ambientale con alto comfort e salubrità interni per un prodotto realmente industriale. L’industrializzazione dell’edilizia è fondamentale per accelerare la transizione verso un abitare a basso impatto e basso costo, per tutte le tasche, sia nuovo che per la riqualificazione, modulare, circolare (nel senso di riuso dei materiali, nda) e veramente moderno» spiega l’Arch. Carlotta Cocco CEO di Evotre. Il progetto ha portato l’architetto Cocco a vincere il premio Mirna Terenziani istituito nel 2015 per riconoscere i progetti innovativi e di eccellenza sviluppati dalle donne della comunità del Green Building Council Italia.

La ricerca si è sviluppata su più ambiti concentrandosi in maniera specifica sulla collaborazione strutturale dei materiali attraverso lo studio delle connessioni (struttura in acciaio – solaio in legno – tamponamento), della collaborazione fra i vari materiali, senza tralasciare il comfort e le prestazioni energetiche con l’analisi del comportamento termico e acustico. La ricerca ha approfondito lo studio del profilo di sostenibilità del sistema sviluppando un’analisi LCA sul ciclo di vita della costruzione, mettendo a confronto le tecnologie costruttive e le diverse tipologie di prodotti utilizzabili mantenendo sempre alte le prestazioni termiche dell’involucro.
Si sono infine valutati i problemi di natura tecnico-economica quali l’ottimizzazione dei rapporti fra costi, tempi di costruzione, prestazioni e caratteristiche dell’edificio.
«Questo progetto mostra come le giovani imprese innovative possano rappresentare un’importante risorsa per le aziende più strutturate del territorio, e da queste collaborazioni possono nascere anche nuove tecnologie», spiega Michele Tosi, Direttore Area Incubatori e Nuove Imprese di Trentino Sviluppo.



Redazione

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