Manifestazione anti trivelle in Basilicata: occasione mancata

Lo scorso Mercoledì si è svolta a Policoro (MT) la manifestazione anti trivelle indetta dal sindaco della città, Rocco Leone, e dal Presidente della regione Marcello Pittella. Alla giornata hanno preso parte anche i governatori della Puglia, Michele Emiliano e della Calabria, Mario Oliverio.
Ad accomunare i tre governatori è la preoccupazione per il loro territorio dopo il decreto VIA del 12 giugno che ha ufficialmente dato il permesso di ispezioni e ricerca idrocarburi davanti alle coste salentine, materane, cosentine e crotonesi.

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Al corteo sfilato sul lungomare hanno partecipato numerose istituzioni, ma mancava buona parte della società civile tra cui alcune delle associazioni ambientaliste più attive in questa campagna contro le trivelle nel Mar Mediterraneo (pensiamo ad esempio al Coordinamento nazionale No Triv  o all’Organizzazione Lucana Ambientalista) e numerosi sindaci.
BioEcoGeo_PolicoroLe motivazioni di questa scelta sono da ricercare proprio nel comportamento ambiguo del Governatore Pittella che, a dicembre, ha scelto ancora una volta di avallare il potere della lobby dei petrolieri con la decisione di non impugnare il decreto Sblocca Italia davanti al TAR del Lazio.
Decreto che, evidentemente, ha salvato e dato una forte spinta a numerosi progetti già avviati ma rimasti ancora bloccati dall’attesa del permesso.
La rinuncia dello scorso dicembre ha confermato la posizione della Basilicata rispetto alle scelte strategiche petrolifere della politica energetica nazionale che è valsa anche una lettera di protesta da parte del Parroco di Policoro il quale ha ufficialmente voltato le spalle al PD (partito di appartenenza del Governatore Pittella) perché non d’accordo con la politica ambientale del Governo Renzi.
Anche l’Associazione dei Medici per l’Ambiente (ISDE) non si ha partecipato alla manifestazione in segno di protesta contro affermando che «Gli atti governativi volti alla tutela della salute dei cittadini e alla salvaguardia dell’ambiente secondo il “principio di precauzione” in Basilicata non sono mai stati perseguiti». La sezione potentina dei Medici per l’Ambiente continua affermando che «La mancata opposizione alle trivelle non farà altro che peggiorare la già catastrofica situazione della Basilicata dove agricoltura, allevamento, turismo, acqua e salute pubblica sono già in una situazione di grave pericolo».
Oltretutto, a compensazione di tale devastazione ambientale, non sono neanche previsti (come ci si potrebbe immaginare) introiti per la comunità locale. A farlo notare è la professoressa Maria Rita D’Orsogna che, dall’università di matematica di Los Angeles dove insegna, ha sottolineato che la Basilicata si afferma anche quest’anno tra le prime tre regioni più povere d’Itali (Indagine ISTAT 2015) con un indice di povertà familiare pari al 25,5% della popolazione, preceduta solo dalla Calabria. E questo, nonostante l’80% del suo territorio sia oggetto di permessi e concessioni petrolifere. Altro che “Texas italiano”. Tutto lascia pensare che i proventi derivanti dalle estrazioni petrolifere non vadano nelle tasche dei cittadini e delle amministrazioni locali bensì delle multinazionali e, probabilmente, del governo.
Infine, non per questioni economiche ma per semplice “buonsenso ambientale”, anche numerosi sindaci (65 su un centinaio) hanno declinato l’invito del governatore all’incontro di Policoro. Primo fra tutti è stato il tenace sindaco di Craco (MT), Giuseppe Lacicerchia, che ha esortato i sindaci, le associazioni e il popolo lucano a scendere di nuovo in campo riattivando una catena umana che coinvolga, oltre ai cittadini, anche giornali, televisioni e opinioni pubblica.



Redazione

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