Migaloo, la balena bianca

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Rokovoko è un’isola lontanissima a sud-ovest. Non è segnata in nessuna carta: i luoghi veri non lo sono mai. Herman Melville

Come una figura di un luogo lontano e immaginario, ricorda Moby Dick, per chi ama l’avventura e i libri, per chi si perde nelle acque del mare guardando l’orizzonte e cercandovi rifugio. Un candore che brilla e si specchia nell’azzurro intenso dell’Oceano, un’onda leggera che spazza via le preoccupazioni, un alito di vento che spettina i pensieri. E’ lei, Migaloo, la famosa balena bianca, un maschio di megattera lungo circa 14 metri, l’unica documentata al mondo. Un esemplare da favola che, qualche giorno, fa è passato nuovamente al largo della costa orientale dell’Australia. Un’avventura attesa. Migaloo, nome aborigeno per “uomo bianco”, fu avvistata per la prima volta nel 1991 al largo di Byron Bay, quando aveva fra 3 e 5 anni, e poi decine di volte nella migrazione annuale di 12 mila km della sua specie, dalle acque antartiche ai mari tropicali a nord, dove le femmine partoriscono, per poi tornare verso sud in primavera. Il suo sesso è stato stabilito nel 2004 dall’analisi di esemplari di pelle sfogliata via. Il White Whale Research Centre (vedi), uno dei vari siti web dedicati a Migaloo, ha registrato il primo avvistamento di quest’anno il 22 luglio al largo di Port Stevens, a nord di Sydney. Migaloo solitamente trascorre diverse settimane in una laguna della Grande barriera corallina fra Cairns e Port Douglas ed è stata più volte catturata in video mentre intratteneva turisti in barca, con salti e tuffi davanti alle macchine fotografiche. Il citato sito web ad essa dedicata, oltre che per la gioia degli appassionati di whale watching, è stato creato per rappresentare punto di comunicazione e incontro tra università, ricercatori, media e pubblico. I curiosi possono navigarci per vedere foto e recuperare informazioni su questa meraviglia della natura che attrae le menti e le fantasie di tutti. Da scorrere. Assolutamente.



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


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