Multinazionale del legno chiede 200 milioni a Greenpeace. Ora l’organizzazione rischia la chiusura

Una multinazionale del legno chiede danni per 200 milioni di dollari a Greenpeace. Purtroppo non è l’ennesima battuta infelice di Donald Trump. La Resolute Forest Products, colosso canadese del legname, ha portato davanti a un tribunale statunitense l’associazione ambientalista per la sua campagna a difesa delle foreste boreali. La cifra richiesta è simbolica, in quanto, Greenpeace non ha forza economica per sostenere tale spesa.

Multinazionale del legno_bioecogeo

Il caso della Resolute Forest Products farà presto scuola. E’ la prima infatti che viene utilizzata una norma nata per combattere il crimine organizzato contro un colosso dell’ambiente. Nello specifico, Greenpeace avrebbe violato la Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act, una norma promulgata da Nixon nel 1970.

La RFP è la principale società canadese nel settore del legno e della carta. Ha sede in Canada, a Montreal, e fornisce carta per la produzione di libri, riviste, giornali, cataloghi, volantini, elenchi telefonici. Secondo Greenpeace, però, l’azienda gestisce in maniera non sostenibile vaste aree della foresta boreale canadese, violando i diritti delle popolazioni indigene. Non solo. L’operato della RFP metterebbe a rischio anche le numerose specie presenti nella foresta, come il caribù.

Dall’altra parte, il colosso del legname passa al contrattacco e accusa Greenpeace di frode. Secondo la società, l’organizzazione “per anni ha indotto a donare milioni di dollari” per cause sbagliate.

La Resolute – afferma l’azienda nel suo ricorso legale – ha piantato un miliardo di alberi nelle aree boreali. Dunque non ha diminuito la capacità delle foreste di catturare anidride carbonica ma l’ha addirittura migliorata tagliando boschi e ripiantando alberi. Se le foreste boreali indietreggiano – continua Resolute – è colpa dell’urbanizzazione, delle centrali elettriche, delle strade, non delle motoseghe che tagliano gli alberi.

E’ ancora troppo presto per capire come andrà a finire questa vicenda. Una cosa è certa: gli ecosistemi delle foreste di tutto il mondo sono in pericolo. E’ arrivato il momento di fare qualcosa.



Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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