Namastè Nepal

Copia di P1130882 copiaPresentata già a Bolzano, Merano, Bressanone, Ortisei, Trento e Rovereto, c’è tempo ancora fino al 9 settembre per visitare questa piccola, ma interessante, esposizione fotografica all’interno della galleria espositiva del Castello di Brunico. Se siete da queste parti merita un passaggio. Appena si entra non si possono non notare le bandierine tibetane di stoffa mosse dal vento, i Lung-ta, i cavalli del vento, veri e propri simboli religiosi del buddismo tibetano. “Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”: questo il significato delle bandierine di preghiera che, mosse dal vento e deteriorandosi nel tempo, portano il loro messaggio nel mondo. Sono di cinque colori che rappresentano i cinque elementi: il blu (il cielo), il verde (l’aria e il vento), il bianco (l’acqua), il rosso (il fuoco), il giallo (la terra).

Nelle due sale si possono ammirare 70 scatti che raccontano la popolazione nepalese dei villaggi di alta montagna e della valle di Kathmandu. Lo sguardo è di un gruppo di alpinisti, promotori dell’iniziativa, che dal 1988 viaggia in Nepal e che ha dato vita al progetto Nepal Reconstruction, con cui si raccolgono fondi per ricostruire abitazioni e servizi nella valle del Langtang, anch’essa colpita, come un quarto dell’intero Paese, dal devastante terremoto del 25 aprile 2015 e del 12 maggio 2018. Bilancio tragico: 2,5 milioni di persone hanno subito danni alle case, mentre 9000 hanno perso la vita. La mostra racconta la tragedia della valle del Langtang, situata a nord di Kathmandu, all’interno del vasto parco nazionale da cui deriva il nome. Vale la pena menzionare come questo parco sia stato il primo istituito nella catena himalayana, nel 1976, per le sue caratteristiche uniche ed eccezionali in termini di biodiversità. Abitata da oltre 600 anni dalla popolazione dei LangtangPa, di origine tibetana, è stata interamente distrutta dal sisma poi da valanghe di ghiacciaio della grande montagna che sovrasta la vallata (il Langtang Lirung, di 7254 m.), oltre che dallo spostamento d’aria causato da tale valanga. Nell’inverno 2017 e 2018, sono stati portati i primi finanziamenti nella valle per la ricostruzione di 3 abitazioni, impianti di illuminazione a solare, una mandria di 25 yak e strumenti per produrre formaggio al caseificio di Kiangjing. Le offerte che arriveranno dalla mostra serviranno ad avviare il progetto di sostegno agli anziani pastori della valle.

Per saperne di più, pagina Facebook di Nepal reconstruction

 

 



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


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