Nato l’Osservatorio delle Dichiarazioni Non Finanziarie (DNF) e delle pratiche sostenibili

Da una partnership tra il CSR Manager Network e l’Università degli Studi di Siena, una piattaforma aperta all’elaborazione di analisi e approfondimenti sui grandi temi della CSR nello scenario aziendale nazionale

 

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Ha preso il via l’Osservatorio DNF – Osservatorio delle Dichiarazioni Non Finanziarie (DNF) e delle Pratiche Sostenibili nato dalla collaborazione tra il dipartimento degli Studi aziendali e giuridici dell’Università di Siena e il CSR Manager Network, l’associazione italiana che riunisce oltre 150 professionisti che si dedicano a strategie e progetti di Sostenibilità. L’Osservatorio ha l’obiettivo di raccogliere, analizzare e divulgare le informazioni relative alle 211 DNF redatte dalle principali aziende italiane con lo scopo ultimo di identificare le Best Practices attuate.

Il suo carattere innovativo, secondo i principi di trasparenza e apertura che il digitale oggi consente, è dato dalla piattaforma online Osservatorio DNF accessibile a tutti gratuitamente: attraverso una dashboard in continuo aggiornamento è possibile accedere direttamente al database delle oltre 200 Dichiarazioni Non Finanziare raccolte e ad alcune analisi preliminari presentate in forma infografica.

Tra i temi che si possono analizzare si spazia dagli impatti prodotti dai cicli produttivi sull’ecosistema al rapporto con il personale dipendente, dal rispetto dei diritti umani, dei principi di parità di genere e delle diversità sociali alle attività di anticorruzione e molto altro ancora.

L’Osservatorio, unico nel suo genere, si presenta secondo un approccio multidisciplinare e internazionale, frutto della collaborazione inter-universitaria e del dialogo tra associazioni e imprese: oltre all’Università di Siena e al CSR Manager Network, citiamo, tra gli altri, Università Ca’Foscari, Cattolica, LUISS, Universitat de València, Macquarie University, Univerza v Ljubljani, associazioni ed organismi nazionali ed internazionali quali Altis, ASviS, UN SDSN Med, PRIMA Foundation, Assonime, NEDcommunity.

«Gli obblighi di legge sulla Dichiarazione Non Finanziaria hanno ampliato la platea delle imprese che mettono a disposizione dati su aspetti ambientali e sociali. Con questa piattaforma, che li rende accessibili a chiunque sia interessato, puntiamo ad aumentarne la conoscenza e l’utilizzo da parte degli stakeholder e da parte delle stesse imprese, che potranno elaborare i propri benchmark» afferma Fulvio Rossi, presidente del CSR Manager Network e Responsabile Sostenibilità di Terna SpA.

Dice il presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio, professor Angelo Riccaboni: «L’Osservatorio fornisce alle imprese, agli analisti, ai consumatori e a tutti i portatori di interesse la possibilità di accedere direttamente alle rendicontazioni non finanziarie delle aziende. In questo modo vengono valorizzate le migliori pratiche e sono stimolati comportamenti aziendali sempre più inclusivi e rispettosi dell’ambiente. Tutto questo è in linea con la consapevolezza che le imprese possono e devono dare un contributo al perseguimento di uno sviluppo maggiormente sostenibile».

«In questi primi mesi di attività – dice il professor Roberto Di Pietra, direttore del dipartimento di Studi Aziendali e Giuridici – l’Osservatorio ha raccolto 211 Dichiarazioni Non Finanziarie e ne ha analizzato la struttura ed i suoi principali contenuti. Questi risultati sono liberamente consultabili insieme a tutte le DNF raccolte attraverso una dashboard presente sul sito web: questo rappresenta per tutti gli studiosi e  gli operatori una base dati di grandissimo valore».

Alcune evidenze dal primo rapporto sulle DNF pubblicate nel 2018

  • Al debutto nella redazione di DNF sono 139 aziende (66%) su 211, mentre le 72 aziende rimanenti hanno già redatto tale documento nell’anno o negli anni precedenti.
  • Nel 33% dei casi è presente un riferimento ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
  • Un aspetto di grande rilevanza nella gestione dei temi di sostenibilità riguarda la presenza in azienda di un Comitato di Sostenibilità a cui sia delegata la predisposizione di un Piano di azione specifico: solo il 53% delle aziende analizzate dispone di un Comitato di Sostenibilità e il 48% redige un Piano di Sostenibilità, a dimostrazione di come ancora un’elevata porzione di aziende non abbia pienamente adottato, a livello organizzativo e gestionale, strumenti idonei alla gestione delle tematiche di Sviluppo Sostenibile.
  • La sezione legata agli aspetti sociali rappresenta circa il 24% dell’intero contenuto della DNF (in termini di numero medio di pagine dedicate), posizionandosi come la dimensione maggiormente in evidenza per le aziende analizzate; essa si focalizza principalmente su temi quali gender diversity, inclusione sociale, formazione del personale, la valutazione dei fornitori su parametri di sostenibilità e supporto al benessere delle comunità locali. Seguono la dimensione ambientale cui le DNF in media dedicano l’11% e la sezione economica con l’8%.
  • Collocazione geografica: il 36% delle aziende che redigono una DNF ha la propria sede legale in Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna (15%) e dal Lazio (14%).
  • Principali settori: bancario (18%), manifatturiero e finanziario (9% ciascuno), energia (7%) e servizi pubblici (6%).

Dall’Osservatorio DNF verranno rilasciati periodicamente dei focus tematici realizzati grazie all’analisi dei dati: i primi in programma sono relativi a diversity e supply chain e verranno pubblicati a breve.

Il contesto normativo e le informazioni contenute nelle DNF
Il D.Lgs. n. 254/2016, in attuazione Direttiva EU 95/2014, ha sancito l’obbligo per le grandi aziende[1] e per gli Enti di Interesse Pubblico di comunicare ai propri stakeholder, a partire dal 1° Gennaio 2017, informazioni e dati di natura extra finanziaria, attraverso la redazione di una DNF o l’integrazione dei tradizionali Bilanci d’esercizio con un’apposita sezione: oltre al modello di business adottato e ai principali indicatori di carattere non finanziario, le DNF devono rendicontare informazioni riguardo le performance ambientali, sociali e riguardanti la gestione del personale, così come deve contenere informazioni riguardanti le politiche adottate dall’azienda a tutela dei diritti umani e per la lotta contro la corruzione.

[1] un numero di dipendenti, nel corso dell’esercizio, superiore a cinquecento; il superamento, alla data di chiusura del Bilancio, di almeno uno dei due seguenti limiti dimensionali: un totale dello Stato patrimoniale di 20 milioni di Euro, oppure un totale dei ricavi netti delle vendite e delle prestazioni di 40 milioni di Euro



Redazione

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