Nuova Zelanda, Awaroa torna pubblica col crowfunding

In Nuova Zelanda la spiaggia di Awaroa torna ad essere di tutti grazie ad una campagna di crowfunding  che in tre settimane ha raccolto più di un milione di euro.

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La storia arriva dall’altra parte del mondo, precisamente dal nord estremo della South Island, l’isola più grande dell’arcipelago neozelandese, ma ricorda molto un’iniziativa ancora in corso in Italia con il nome “Non si s-Budelli l’Italia volta all’acquisto dell’isola di Budelli, nell’arcipelago della Maddalena. In Italia la campagna di crowfunding è stata lanciata dagli allievi e dagli insegnanti della classe 2B della scuola media di Mosso, un piccolo comune montano di Biella, in Piemonte, ma, attiva già da circa cinque mesi, da quando hanno scoperto che il magnate Michael Harte vi aveva rinunciato e l’aveva di nuovo messa all’asta, ha raccolto solo il 2% del necessario per raggiungere l’obiettivo di 600 mila euro. L’idea è quella di togliere la possibilità di costruirvi resort di lusso e residenze per ricconi, e farla diventare un paradiso per teenager in tutto rispetto dell’ambiente e lontani da logiche di speculazioni di privati. In Nuova Zelanda, invece, l’occasione è data dalla messa in vendita della spiaggia di Awaroa da parte dell’uomo d’affari Michael Spackman, che l’aveva comprata nel 2008 per due milioni di euro. E proprio questa era la cifra richiesta dal proprietario, ora ricoperto dai debiti, di questo paradiso, già parte del Parco Nazionale di Abel Tasman. E allora due cognati hanno capito che quella sarebbe stata un’occasione d’oro per donare nuovamente a tutti il lungo lembo di sabbia bianca e mare turchese spesso citato anche nella mitologia maori e farlo tornare finalmente pubblica.  Hanno attivato su Givealittle una campagna di crowfunding che ha incassato immediatamente un consenso diffuso e un successo straordinario e che ha fatto raccogliere in poche setttimane 1 milione e 700 mila dollari, grazie anche al contributo finale del Governo neozelandese che ha accolto in pieno e sostenuto l’iniziativa. Con questa cifra, in competizione anche con altri acquirenti, si sono presentati da Mr. Spackman chiedendo un piccolo sconto, accordato dopo quattro giorni di estenuanti trattative.

Una vittoria di tutti i cittadini, soprattutto dei 40mila che hanno donato il proprio contributo,  che il ministro per la conservazione ambientale della Nuova Zelanda, Maggie Barry, ha commentato così alla  tv neozelandese: “Il successo è dovuto grazie alla generosità dei cittadini. È lo spirito kiwi che ha mosso l’iniziativa“.

Grazie al crowdfunding, quindi, la spiaggia neozelandese torna patrimonio di tutti, annettendosi nuovamente al Parco Nazionale Abel Tasman, che confina con Awaroa Bay, e sarà gestita e protetta dalla comunità maori che la considera sacra.



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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