Open gate: il 6 e 7 maggio riaprono le porte degli impianti nucleari in smantellamento

Porte aperte nelle quattro centrali nucleari di Trino, Caorso, Latina e Garigliano e nell’impianto Eurex di Saluggia

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Nel novembre 1987 l’Italia ha detto no all’energia nucleare con il primo, storico referendum contro l’energia atomica in Italia, e lo ha ribadito col referendum del giugno 2011. Ma dagli anni ‘80 ad oggi cosa ne è stato delle centrali nucleari dismesse e ancora presenti nei nostri territori? Quante sono e chi se ne sta occupando?

In Italia, ad oggi, esistono ancora sette siti nucleari tra ex centrali, siti di stoccaggio e di ricerca.
Quattro le centrali nucleari italiane disattivate: centrale di Latina, Lazio; centrale di Caorso, Emilia Romagna; centrale di Trino Vercellese, Piemonte e infine la centrale del Garigliano in Campania.
La società responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi in Italia (compresi quelli derivanti da attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare) è Sogin. Oltre alle quattro centrali nucleari italiane di Trino (VC), Caorso (PC), Latina e Garigliano (CE) e all’impianto FN di Bosco Marengo (AL), Sogin anche gestisce il decommissioning degli ex impianti di ricerca Enea Eurex di Saluggia (VC), Opec e Ipu di Casaccia (RM) e Itrec di Rotondella (MT).

Proprio per rispondere in modo più dettagliato alle domande iniziali e per coinvolgere la popolazione su argomenti che possono spaventare se non sono conosciuti, Sogin quest’anno replica l’evento del 2015: Open Gate, una due giorni in cui verranno aperte ai cittadini le porte degli impianti nucleari in decommissioning.

L’evento si terrà sabato 6 e domenica 7 maggio.

Con Open Gate 2017, oltre 3.000 visitatori avranno l’occasione di conoscere le modalità e le tecnologie adottate da Sogin nello smantellamento degli impianti nucleari e nella gestione dei rifiuti radioattivi.
Due i tipi di visite possibili, a seconda del tipo di impianto visitato: la visita alle “zone controllate” e quella alle “zone non controllate”.

La “zona controllata” all’interno di un impianto nucleare è un ambiente di lavoro il cui accesso, per motivi di protezione dalle radiazioni ionizzanti, è regolamentato da specifiche procedure ed è vietato ai minori, a differenza della “zona non controllata” alla quale possono accedere, se accompagnati, anche i bambini da sei anni in su. Le visite, della durata di circa due ore, saranno guidate dai tecnici Sogin che racconteranno la storia di questi siti industriali, unici nel loro genere, e il lavoro che svolgono ogni giorno con l’obiettivo di chiudere il ciclo nucleare italiano, garantendo la sicurezza della popolazione e dell’ambiente.

Pochi però sono i posti rimasti. In soli dieci giorni dall’apertura delle iscrizioni sul sito Sogin, le adesioni ricevute sono state oltre 2.400, registrando il “tutto esaurito” per le centrali di Trino e Caorso e per la “zona controllata” dei restanti impianti. Questo non fa altro che dimostrare il grande interesse che questo tema suscita nella popolazione.
I posti ancora disponibili (da prenotare entro il 20 aprile su Sogin) sono quelli per  la visita alla “zona non controllata” di Saluggia, Latina e Garigliano, scegliendo uno fra i diversi turni programmati dalla mattina fino al tardo pomeriggio. In questa zona possono accedere, se accompagnati, anche i minori a partire da sei anni.

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Per partecipare è necessario iscriversi on line sul sito internet Sogin.it entro giovedì 20 aprile. È possibile prenotarsi ad una sola giornata e per un solo percorso di visita, scegliendo uno fra i diversi turni programmati dalla mattina fino al tardo pomeriggio.



Redazione

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