Parco Nazionale Kruger, i ranger fronteggiano la siccità uccidendo ippopotami e bufali

I ranger del Parco Nazionale Kruger, la più grande riserva del Sudafrica, hanno ucciso 350 tra ippopotami e bufali per far fronte all’emergenza siccità, la più drammatica in oltre trent’anni.

siccita

Caos in Sudafrica
La carne degli animali verrà distribuita alle comunità più povere lungo il perimetro del Parco. Gli ippopotami sono a quota 7.500 esemplari, mentre i bufali a 47mila, il livello più alto mai registrato. Le autorità sottolineano che la siccità, che sta colpendo milioni di persone in parecchi Paesi, causerà inevitabilmente molti decessi anche tra questi animali che si nutrono di grandi quantità di vegetazione.
Già all’inizio dell’anno il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, aveva dichiarato lo stato di calamità nelle aree rurali. Ora è l’intera zona che va dal Sudafrica allo Zambia a essere messa in ginocchio dall’assenza di pioggia. In queste aree, l’equilibrio dell’ecosistema è ormai in crisi: “Le greggi vengono falcidiate dalla sete, molte riserve d’acqua sono a secco, decine di milioni di persone rischiano di finire vittima della carestia, il prezzo dei cereali è alle stelle”.

“Sono stato nell’Africa occidentale durante altre siccità. E’ come in guerra: non è facile decidere se provare a mettere in salvo quello che sembra stia morendo o quello che forse ce la può fare. In casi come questi gli abbattimenti selettivi sono una possibilità concreta per cercare di ridurre i danni”, commenta Andrea Di Vecchia, dell’Istituto di Biometereologia (Ibimet) del Cnr.
L’allarme siccità è giunto fino a Mantova al Festivaletteratura dove nell’incontro  “La cultura per l’ambiente” Grammenos Mastrojeni (diplomatico italiano, coordinatore per l’eco-sostenibilità della Cooperazione allo Sviluppo,ex delegato delle Nazioni Unite) ha parlato proprio di questo fenomeno. Non solo. Secondo Mastrojeni, le ondate di migranti provenienti dall’Africa sono direttamente proporzionali all’aumento della temperatura del Continente e alla relativa siccità.


Roberto Malfatti

Roberto Malfatti, sociologo, appassionato di fotografia, rockettaro quanto basta. Da sempre combattente e studioso delle tematiche ambientali. Tra i fondatori della rete Napoli Est Brucia che rivendica il risanamento del territorio di Napoli Est dall'inquinamento selvaggio delle raffinerie.


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