Piano regolatore di Laigueglia: vincono i cittadini

A Laigueglia vince l’ambiente. Per ora. Dopo una sentenza del Tar Liguria, pure il Consiglio di Stato dà ragione alle associazioni ambientaliste, ai comitati e ai cittadini, che si erano opposti alle previsioni urbanistiche del nuovo piano regolatore presentato dall’amministrazione del piccolo comune savonese.

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Respingendo l’istanza cautelare di sospensiva della sentenza del Tar, richiesta dal Comune di Laigueglia, Il Consiglio di Stato ha di fatto confermato l’intervento del Forum Salviamo il Paesaggio, WWF Savona, VAS (Associazione Verdi Ambiente e Società), Comitato Laigueglia Verde, Legambiente, Comitato Acqua Bene Comune Savona e una ventina di cittadini rappresentati dall’avvocato Daniele Granara. Tali soggetti si sono opposti al Piano Urbanistico Comunale (PUC) elaborato nel 2013 che prevedeva un nuovo consumo di suolo e una crescita demografica ingiustificata, senza passare per la Laigueglia

Nonostante gli obiettivi dichiarati dal PUC preliminare fossero, in sintesi, quelli di evitare inutili sprechi del suolo con un avanzamento delle aree urbanizzate e puntare sulla riqualificazione, recupero e trasformazione delle aree già insediate, ecco a dispetto di tali dichiarazioni, il nuovo PUC ha previsto un incremento insediativo del 23% (contro l’11% del precedente del 2002) – insistendo tra l’altro a proporre varianti del tutto analoghe a quelle già bocciate dalla Regione in precedenza – prevedendo inoltre un aumento della popolazione del 18% rispetto ai residenti, nonostante il trend demografico sia negativo (-1,7% dal 2001 al 2011).

Già nel 2017 la sentenza del TAR ha dato ragione ai ricorrenti, annullando il PUC. Ma a gennaio 2018 il Comune aveva richiesto la sospensiva della sentenza al Tar. In questi giorni il Consiglio di Stato l’ha respinta con la seguente motivazione: «Considerato che, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 152/2006, la procedura di VAS è obbligatoria per gli atti di “pianificazione territoriale” o “destinazione dei suoli”, indipendentemente dalla localizzazione di opere soggette alla procedura di VIA». Insomma, il Consiglio ribadisce la necessità, anche per i piani urbanistici comunali, della VAS obbligatoria.




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