Plastica: quanta ne usa il tuo dentista?

Circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti finiscono ogni anno negli oceani di tutto il mondo trasformandoli in una grande discarica.

BioEcoGeo_microplasticheNel nostro Mediterraneo, più dell’80% è plastica. Un nemico già noto, da anni, ma che recentemente è mutato: infatti la plastica non si biodegrada, ma con la luce del sole si divide in parti sempre più piccole (fotodegradazione) che alla fine vengono ingerite dalle specie marine entrando quindi nella catena alimentare.
«Quello che ho potuto esaminare – afferma la dottoressa Antonietta Gatti, scienziata di fama internazionale che studia e analizza le nanoparticelle e le nanopatologie – è che le ridottissime dimensioni di queste particelle fanno sì che esse siano ingerite dai pesci. Le trovo negli alimenti e da qui finiscono nella catena alimentare. E nel nostro organismo.
Ecco perché la plastica è talmente pericolosa che dovrebbe essere utilizzata il meno possibile. E invece continuiamo ad abusarne non appena ne abbiamo l’occasione: sacchetti per frutta e verdura al supermercato, guanti usa e getta dai benzinai, bottiglie d’acqua, giocattoli con una vita media più breve dell’entusiasmo delle piccole pesti che li usano e infine sacchetti, sacchetti e ancora sacchetti.

BioEcoGeo_verdentiAd esempio, ed è qualcosa a cui nessuno pensa, solo gli studi odontoiatrici producono ogni giorno enormi quantitativi di plastica non riciclabile. In America si utilizzano circa 1,7 miliardi di buste di plastica solo per imbustare gli strumenti manuali, senza contare i rivestimenti, i teli ecc. Questa massa di materiale purtroppo non viene riciclata, ma si somma alla plastica esistente nel circuito dei rifiuti.
Ecco perché un gruppo di dentisti italiani, capitanati dal Dott. Caprara, hanno deciso di limitare al minimo l’utilizzo di oggetti prodotti con l’inquinante materiale. Il progetto Verdenti, questo è il nome del Network, sostituisce la plastica presente negli studi dentistici con materiale sterilizzabile e riutilizzabile o con la carta riciclabile.
È o non è questo un buon motivo per decidere quale sarà il proprio dentista?



Redazione

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