Premio Nobel per la Pace all’organizzazione per il bando alle armi nucleari

« È un messaggio agli Stati che hanno armi nucleari» ha detto il direttore della Campagna. È la 19esima volta che il comitato norvegese si batte a favore del disarmo.

La presidente del comitato norvegese del Nobel, Berit Reiss-Andersen

La presidente del comitato norvegese del Nobel, Berit Reiss-Andersen

È stato assegnato all’organizzazione per il bando alle armi nucleari (Ican, International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) il Premio Nobel per la Pace 2017. Lo ha annunciato il comitato norvegese del Nobel affermando che con questo premio si vuole riconoscere «il suo ruolo nel fare luce sulle catastrofiche conseguenze di un qualunque utilizzo di armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per arrivare a un trattato di proibizioni di queste armi».

Al mondo ci sono 15 mila armi nucleari, obiettivo della campagna Ican è quello di avviare negoziati per la loro progressiva e definitiva eliminazione. L’organizzazione non-profit fondata nel 2007, raccoglie 468 organizzazioni partner in 101 Paesi. È stato determinante quando nel luglio di quest’anno l’Onu ha adottato il nuovo trattato per la messa al bando delle armi nucleari, che entrerà in vigore quando 50 Stati lo ratificheranno.

 

Un onore difficile da descrivere per Beatrice Fihn, direttore esecutivo di Ican : « È un premio importantissimo per coloro che lavorano dal 1945 alla lotta contro le armi nucleari – ha detto -, un tributo ai sopravvissuti di Hiroshima e anche alle vittime dei test nucleari che ancora si fanno». Poi il monito al presidente Usa, Donald Trump in relazione alle politiche nei confronti della Corea del Nord: «Non si può minacciare di uccidere milioni di persone con la pretesa della sicurezza. Ci fa vivere -ha detto- in una situazione di insicurezza permanente. È un comportamento inaccettabile che non appoggeremo mai».

 

«Stiamo mandando un messaggio a tutti gli stati in particolare agli stati nucleari» ha detto la presidente del comitato norvegese del Nobel, Berit Reiss-Andersen. Poi anche il Comitato ha rivolto un appello agli Stati perché «si avviino negoziati rivolto alla graduale eliminazione dal mondo delle 15mila armi nucleari». Il prossimo sforzo, ha aggiunto, deve «riguardare gli Stati che hanno l’atomica».



Redazione

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