Progetto Manifattura: il luogo dove si studiano gli sport di montagna

Dopo sette mesi di lavori lo storico edificio nell’incubatore di Trentino Sviluppo a Rovereto (TN) conosce una nuova vita e ospita il corso sugli sport della montagna promosso dalle Università di Verona e Trento nell’ambito del corso di laurea interateneo in Scienze dello sport.

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Un tempo era la “Ciminiera”, manufatto simbolo della storica Manifattura Tabacchi di Borgo Sacco, a Rovereto (TN). Ora, dopo sette mesi di lavori e un investimento di Trentino Sviluppo pari a 800 mila euro, quei locali completamente trasformati conoscono una nuova vita. È stata infatti presentata la nuova sede del corso sugli sport della montagna, curriculum che rientra nel corso di laurea magistrale interateneo in “Scienze dello sport e della prestazione fisica” promosso nell’ottobre scorso dalle Università di Trento e Verona con la collaborazione del Centro di Ricerca Sport Montagna e Salute (CeRiSM).
Una proposta formativa unica in Italia, che ha visto 32 studenti iscritti al primo anno, provenienti da Trentino, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio.

I due atenei realizzano così un nuovo progetto didattico e scientifico che porta anche in Trentino la formazione universitaria nell’ambito sportivo e delle attività outdoor. Progetto Manifattura, l’incubatore della green & sport economy di Trentino Sviluppo, si apre così anche agli studenti, futuri professionisti di un mondo, quello dello sport, che guarda con sempre maggiore attenzione ai temi dell’innovazione, della tecnologia, della pianificazione e del monitoraggio del gesto atletico e della performance.

Gli spazi rapidamente recuperati grazie all’intervento in tempi rapidissimi di Trentino Sviluppo occupano circa 500 metri quadrati nello storico opificio tabacchi di Rovereto, in un edificio che risale al 1914. In origine “l’Edificio Ciminiera” era suddiviso in due locali principali, adibiti rispettivamente a centrale termica e officina. L’intervento di risanamento conservativo è durato 8 mesi e sono stati investiti 800 mila euro di fondi provinciali. I lavori sono stati coordinati ing. Michele Pellegrini, dipendente di Trentino Sviluppo.

Sono state ricavate tre aule universitarie con una capienza rispettivamente di 30, 50 e 80 posti a sedere, gli spazi per la segreteria e un ufficio docenti, un atrio comune, un locale ad uso magazzino, oltre a servizi igienici e un locale tecnico.

Tutto pronto, quindi, per ospitare il corso sugli sport della montagna che rientra nel corso di laurea magistrale inter-ateneo in “Scienze dello Sport e della prestazione fisica”, promosso nell’autunno scorso dagli atenei di Trento e Verona che ha potuto avvalersi della collaborazione scientifica del Cerism, il Centro di ricerca sport montagna e salute.

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L’obiettivo del corso è quello di formare figure con competenze e conoscenze in ambito scientifico, professionale e organizzativo, di specifico interesse nella preparazione fisica legata agli sport di montagna. Al termine dei due anni di studio gli studenti e le studentesse avranno quindi le competenze per diventare preparatori atletici in società sportive ed enti di promozione sportiva, tecnici specializzati per la valutazione funzionale e l’analisi della prestazione sportiva negli sport di montagna, esperti di attività sportive outdoor in contesti turistici oppure organizzatori di eventi sportivi e promotori del territorio. Il corso di laurea apre le porte anche a chi vuole ideare tecnologie innovative per attività sportive negli sport di montagna e outdoor.

Tutte competenze, queste, che ben si integrano all’interno della filiera formativa che la Provincia sta promuovendo per il sostegno dello sport, con l’attivazione dall’anno scolastico 2015/2016 di due licei scientifici ad indirizzo sportivo (a Rovereto e a Mezzolombardo) che vedono ad oggi circa 450 studenti iscritti, i primi dei quali si diplomeranno nell’anno scolastico 2019/2020. Un risultato significativo se si considera che sul territorio nazionale, di norma, c’è una sede per provincia, tranne che in realtà come Milano dove ci sono tre istituti o Roma dove sono quattro. Altra azione qualificante per la filiera formativa trentina è l’inserimento della figura del tutor sportivo, per seguire gli studenti che praticano attività sportiva a carattere agonistico con risultati di eccellenza.

Il settore dello sport va visto come potenziale vettore di sviluppo per il territorio, mezzo di promozione e di attrazione turistica e Trentino Sviluppo all’interno dell’ex fabbrica di tabacchi sta portando avanti un progetto integrato. Il percorso, in questo senso, si completa infatti con il coinvolgimento dei licei sportivi – come testimoniato oggi dalla presenza di due classi del Liceo Scientifico Sportivo dell’Istituto Rosmini di Rovereto, dell’acceleratore di startup sportive Spin Accelerator Italy, dei futuri laboratori TESS Lab, e recentemente, sempre in ambito formativo, con l’attivazione del corso di studi sull’alimentazione vegetale sostenuto dalla campionessa di ciclismo Antonella Bellutti.

Tra i partner di questa operazione anche il Comune di Rovereto, che si impegna a adeguare il trasporto pubblico per facilitare il raggiungimento dell’area dove si insedia il corso, oltre a mettere a disposizione del corso di studio, d’intesa con i rispettivi gestori, le strutture sportive comunali, in particolare il Centro natatorio, i Centri tennis, lo Stadio Quercia, il Polo del tiro con l’arco e il Centro sportivo delle Fucine (campi da calcio e palestra). La Provincia, insieme al Comune di Rovereto e a Trentino sviluppo, stanno inoltre elaborando un piano di fattibilità per la realizzazione di uno studentato universitario a Rovereto, al fine di dare una risposta alla crescente domanda di alloggi da parte degli studenti e studentesse presenti presso il Polo di Rovereto.



Redazione

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