Referendum: quorum non raggiunto

Si è conclusa ieri sera, alle undici, la lunga domenica del Referendum sulle trivelle. Il quorum non è stato raggiunto. L’affluenza si è confermata al 31,18% (dato aggiornato a stamattina e che include anche il conteggio dei votanti all’estero).
I dati sono molto differenti a seconda delle regioni, ma su tutti un comune denominatore: il fronte del sì ha superato di gran lunga quello del no, con una percentuale dell’80%. Un grande successo per tutti i sostenitori del Sì che però non è bastato a abrogare la norma relativa alla durata delle concessioni petrolifere entro le 12 miglia marine.

Referendum

Come dicevamo, esiti differenti da regione a regione, con la Basilicata che è stata l’unica ad abbattere il “muro” del 50%: a Potenza la percentuale dell’affluenza è stata pari al 58%, in tutta la regione hanno votato il 50,4 % degli aventi diritto. Un dato che fa riflettere, visto che i lucani sono tra i cittadini italiani che maggiormente sentono e vivono la questione petrolio. Come a dire che a chi con le estrazioni petrolifere (seppure su terraferma) ha a che fare quotidianamente, questo referendum stava a cuore.
Secondo Matteo Renzi, che nei giorni scorsi aveva invitato i cittadini a non andare a votare e che ha indetto una conferenza stampa proprio pochi minuti dopo la chiusura delle urne in questo referendum hanno vinto tutti i lavoratori nelle piattaforme e ha perso chi invece ha cavalcato quest’onda per esigenze personali (netta allusione a «Qualche consigliere regionale, qualche presidente»).
Ora il Premier invita alla collaborazione e a mettere da parte le contese e la “vecchia politica” dopo le polemiche e le spaccature, anche all’interno dello stesso Pd.
Pace e collaborazione che sicuramente serviranno a Renzi, soprattutto in vista del prossimo referendum di ottobre sulle riforme costituzionali che sarà senza quorum cioè vincerà chi prenderà un voto in più e chi starà a casa non favorirà nessuno. Questi 10 milioni e più di cittadini che hanno votato contro l’invito del premier potrebbero non incoraggiare il primo ministro ad essere troppo ottimista.

LE REAZIONI
Poco dopo la chiusura delle urne arrivano le prime reazioni. Tra i primi a commentare i risultati il governatore della Puglia, Michele Emiliano. Capofila del Sì, il presidente della regione e esponente del Pd ha promesso che il movimento continuerà a battersi contro le trivelle. E ha replicato a Renzi il voto è stato comunque “un successo” con 14 milioni di votanti. Sono “gli stessi voti che il Pd ha preso nel suo più grande risultato elettorale, che sono le europee di due anni fa”, ha osservato, “il governo dovrà tenerne conto”.
E le spaccature all’interno del Pd non sembrano ricucirsi a referendum chiuso, con Roberto Speranza della minoranza Dem che twitta: “Oltre 16 milioni di italiani hanno votato al referendum e vanno ascoltati. Molto contento del quorum in Basilicata”.

Esulta invece per il risultato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che affida a un tweet la sua soddisfazione: «Al referendum vince Italia moderata che non contrappone ambiente e sviluppo, che difende il lavoro. Perdono i partiti del populismo ipocrita».



Redazione

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