Regioni agite!

Il Coordinamento Nazionale No Triv e l’Associazione A Sud hanno inviato una lettera ai Presidenti delle Giunte regionali e ai Presidenti delle Assemblee regionali di Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Puglia, Molise, Abruzzo, Marche, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Sardegna, affinché impugnino senza indugio dinanzi al TAR Lazio il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 25 marzo 2015, che dà attuazione allo “Sblocca Italia” per la parte concernente le attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi.

trivelle

Il decreto in questione stabilisce, nell’ambito delle competenze del Ministero, le modalità di conferimento dei titoli concessori unici, dei permessi di prospezione, di ricerca e delle concessioni  di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nella terraferma,  nel mare  territoriale  e  nella piattaforma  continentale,  nonché  di esercizio delle attività nell’ambito degli stessi titoli minerari.
Le associazioni puntano il dito sui fondati dubbi di legittimità in relazione sia all’immediata applicabilità delle nuove norme dello Sblocca Italia al «titolo concessorio unico» sia al nuovo ruolo, del tutto marginale, assegnato alle Regioni nel procedimento finalizzato al rilascio del titolo, che viola le prerogative costituzionali riservate alle Regioni.
Le due organizzazioni ritengono necessario ed urgente che le Regioni promuovano contestualmente conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale; tale conflitto seguirebbe logicamente i ricorsi in via principale promossi tra la fine dello scorso anno e gli inizi del corrente anno da Abruzzo, Calabria, Campania, Lombardia, Marche, Puglia e Veneto a seguito dell’approvazione della legge di conversione dello Sblocca Italia e della di Legge di Stabilità 2015.
Sia per impugnare il decreto dinanzi al TAR Lazio sia per adire la Corte Costituzionale c’è tempo fino al prossimo 5 luglio 2015.

 



Redazione

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