Resilienza sismica territoriale

Grazie alla collaborazione nei settori della sismologia e dell’ingegneria della sicurezza e dell’emergenza, l’Università di Udine studierà e contribuirà a migliorare la capacità di un sistema territoriale di affrontare e riprendersi in modo tempestivo ed efficiente dagli effetti di un eventuale terremoto.

Costituire a Udine un polo di ricerca inter-istituzionale sulla resilienza sismica territoriale (Resist), cioè la capacità di una comunità di far fronte ai terremoti in zone sismiche è l’obiettivo dell’accordo firmato a fine aprile a Udine dal rettore dell’Ateneo friulano, Alberto Felice De Toni, e dalla presidente dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), Maria Cristina Pedicchio.
Il nuovo polo di ricerca permetterà di capitalizzare, porre a sistema e sviluppare, conoscenze ed esperienze maturate in quasi quarant’anni di studi e ricerche svolte a seguito del terremoto del Friuli, mettendole a disposizione del territorio e delle future generazioni di scienziati, tecnici e dell’intera comunità.
Resist sarà attivo nell’ambito della mitigazione del rischio sismico basato sul concetto di resilienza, secondo un approccio integrato tra sismologia e ingegneria della sicurezza e dell’emergenza. Compito di Resist sarà quindi quello di studiare, e contribuire a migliorare, la capacità di un sistema territoriale di resistere, assorbire e riprendersi in modo tempestivo ed efficiente dagli effetti di un eventuale terremoto. Un’attività scientifica di prevenzione con ricadute pratiche anche per la realtà regionale. Questo perché, pur riguardando la risposta post-evento, la resilienza presuppone attività – dalla conoscenza, al monitoraggio, alla preparazione con corsi di formazione – da realizzarsi prima che il fatto accada. Tutte attività che vedranno protagonista Resist, con un conseguente miglioramento del supporto scientifico alla Protezione civile.

A loro volta, studenti, dottorandi e ricercatori potranno beneficiare della collaborazione tra Università e OGS, grazie anche al previsto potenziamento della competitività dei progetti europei e internazionali che saranno realizzati congiuntamente. Resist coinvolgerà, per l’Ateneo il Laboratorio di sicurezza e protezione intersettoriale (Sprint) del Dipartimento di chimica, fisica e ambiente, per l’OGS il Centro di ricerche sismologiche (Crs) di Udine.
«L’alleanza tra Università di Udine e OGS – ha detto De Toni –, consolidata da più di un decennio di fruttuosa collaborazione, consente ora di unire le rispettive risorse e peculiarità scientifiche nel settore specifico, per dar vita a un centro di eccellenza sulla resilienza sismica di livello nazionale e internazionale».



Redazione

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