Rifiuti in cambio di lattuga "bio". L'eco-baratto di Città del Messico

Come si educano gli abitanti di una megalopoli, che produce quotidianamente ben migliaia di tonnellate di rifiuti solidi, alla cultura della differenziata e nel minor tempo possibile? La risposta arriva da Città del Messico costretta nel dicembre del 2011 a chiudere la gigantesca discarica a cielo aperto di Bordo Poniente. L’amministrazione comunale ha dovuto in poco tempo non solo fare i conti con lo smaltimento dei pericolosi cumuli di spazzatura abbandonata alla decomposizione, ma anche con una popolazione di oltre 20 milioni di persone poco avvezza alle pratiche di riciclo.
La soluzione escogitata dal governo locale al problema culturale si chiama Mercado de Trueque, letteralmente Mercato del baratto, una piazza di scambio nata all’inizio del 2012 per insegnare il valore nascosto dei rifiuti. Il principio alla base del mercato è semplice: chiunque porti rifiuti recuperabili, come carta, vetro, plastica o alluminio, ottiene in cambio dei “punti verdi”, una moneta creata ad hoc che può essere scambiata con prodotti alimentari di aziende agricole locali. Ogni scarto ha un suo “prezzo” che può andare dai 3 punti al chilo per il vetro ai 30 punti al chilo del PET, con un limite massimo di 10 chili di rifiuti a cittadino. In cambio si può ottenere frutta e verdura stagione, ma anche formaggi, dolci o piccole piante, tutti prodotti rigorosamente “bio” e a km0. E a beneficiare dell’iniziativa sono anche gli agricoltori locali a cui l’amministrazione cittadina, di volta in volta, acquista tutti i prodotti, pagandoli ad un prezzo superiore rispetto a quello di mercato.
L’intento del progetto, infatti, è anche quello di promuovere il commercio equo e sostenibile delle aree agricole del Distretto Federale, supportando gli agricoltori locali sia con un aiuto pratico, sia attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito all’offerta agricola regionale. I materiali riciclabili, portati al mercato dagli abitanti, sono selezionati e pesati da un esercito di volontari in grembiule; si tratta dei partecipanti al programma municipale “voluntarios verdes”, oltre 80 giovani provenienti dalla Divisione del Centro di educazione ambientale che durante le giornate di mercato sono impegnati anche a fornire informazioni sul riciclo e caricare i rifiuti sui camion perché siano consegnati alle società di riciclaggio locale.
Gli ultimi appuntamenti hanno dato modo agli organizzatori di ampliare di volta in volta la gittata del progetto: sono stati inclusi così nel baratto anche i piccoli RAEE da scambiare con pranzi o cene, sempre a cura dei ristoratori locali.
«Abbiamo comprato ravanelli e ricotta, e abbiamo ancora 40 o 50 punti da spendere», spiega Andrea Gutierrez, venuto al Mercado de Trueque con il figlio per la sua prima volta, dopo aver affrontato una fila di ore. Sì perché il successo di questa iniziativa, che si tiene ogni quarta domenica del mese, ha superato ogni aspettativa. Con cittadini pronti ogni mese a mettersi in fila fin dalle sei del mattino per consegnare sacchi di spazzatura, alla chiusura del mercato – ore 13.00 in punto – sulle bancarelle non rimane mai neanche un prodotto.
«L’obiettivo è insegnare alle persone come separare, metter da parte e dare un valore ai rifiuti che essi stessi producono», chiarisce Liliana Balcazar dell’amministrazione municipale, ricordando come il progetto sia solo una delle punte di diamante del Piano Verde della capitale, il programma con cui Città del Messico intende lasciarsi alle spalle l’etichetta di città tra le più inquinate al mondo. «E’ stato popolare fin dall’inizio − continua Balcazar − ma ora è addirittura traboccante». I risultati parlano chiaro, negli ultimi otto mesi sono state recuperate circa 121 tonnellate di rifiuti riciclabili, divenuti ogni volta  valuta per l’acquisto di frutta, verdura, legumi e piante.

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