Sblocca Italia: La politica di Renzi è vecchia di un secolo

sblocca-italia-petrolioPer gli ambientalisti è una pessima notizia quella che arriva dal Parlamento: il decreto Sblocca Italia (dl 133/2014) è appena stato approvato in via definitiva in Senato. Il WWF ricorda che su «45 articoli, ben 11 disposizioni, un quarto delle norme contenute nel decreto, sono intese a indebolire le tutele e le valutazioni ambientali e a dare mano libera agli interessi speculativi sui bei comuni».
Da parte sua, Legambiente rincara la dose:  «Lo Sblocca Italia è legge, ma non prevede le opere più urgenti e utili per il nostro Paese – spiega il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – Ci sono opere concrete, chiuse nei cassetti da inadempienze della pubblica amministrazione, da conflitti di competenza, dal patto di stabilità, da inciampi burocratici, dalla mancanza di volontà politica, che oltre a non comparire nella legge appena approvata non sono neanche favorite dalle tante deroghe e dai commissariamenti previsti dal testo. Opere di messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, per esempio. Ma anche bonifiche, depurazione, riqualificazione urbana, sicurezza sismica, abbattimento di manufatti abusivi, impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti, riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici, trasporti ferroviari per pendolari e trasporto pubblico locale, mobilità dolce: sono fermi tanti, tantissimi progetti utili e necessari a migliorare la qualità di vita dei cittadini, la sicurezza ambientale e a far ripartire l’Italia». Anche Greenpeace si conferma fortemente contraria alla strategia energetica che prevede il provvedimento. Secondo Andrea Boraschi, responsabile della campagna energia e clima di Greenpeace, «la politica energetica di Renzi è quanto di più vecchio e miope potesse toccare in sorte all’Italia».
«Puntare oggi sulle misere riserve fossili di cui disponiamo, in spregio all’ambiente e alla bellezza dei nostri territori e dei nostri mari, vuole dire consolidare la nostra dipendenza dalle energie più inquinanti, non generare occupazione e danneggiare altri comparti strategici come turismo, pesca e agricoltura». Per gli ambientalisti, il governo con questo provvedimento «mostra una doppiezza sconcertante: mentre in Europa e nei summit Onu si impegna a parole a contrastare i cambiamenti climatici, nei fatti si rivela succube dei petrolieri che si preparano a deturpare le nostre coste e i nostri mari con le loro trivelle. Neppure gli ennesimi disastri climatici che si sono abbattuti su metà del territorio italiano nelle scorse settimane – da Genova a Parma, sino alla Maremma – e che anche oggi colpiscono molti territori sono serviti come monito, per ricordare che la strada delle energie fossili è sbagliata». Con l’approvazione in Senato « resta inoltre inascoltato l’allarme lanciato dall’Ipcc (International Panel on Climate Change), il braccio scientifico delle Nazioni Unite sul clima, che solo pochi giorni fa ha ricordato come sia urgente cambiare subito i nostri sistemi energetici, se si vuole evitare il peggio», dicono a Greenpeace.

Fonte: Greenreport.it




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