Sicilia, l’amianto killer continua a mietere vittime

Strage di lavoratori in Sicilia. Il grido di allarme è lanciato dall’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) che torna a chiedere, con forza, di dare applicazione alla legge della Regione Sicilia n.10 del 2014, rimasta ancora, per larga parte, del tutto inattuata.

bettola vigile in tuta anti amianto rimuove le lastre di eternit

L’Isola è una delle aree più interessate dal picco delle patologie da amianto e la contaminazione è silenziosa e inesorabile.

Le cifre. Più di 100 casi di mesoteliomi all’anno registrati dall’ONA soltanto in Sicilia, che raggiunge la percentuale di 5,3 % su base nazionale. Nelle zone di Gela, Siracusa, Ragusa, Messina, nel polo industriale di Augusta – Priolo e nell’area della Valle del Mela e di Palermo, i dati sono inquietanti. Circa tremila unità, tra edifici e complessi industriali contengono amianto. Un fenomeno che in progressione porterà, purtroppo, a nuove diagnosi e, quindi, nuovi decessi per patologie asbesto correlate. Lutti e tragedie che continueranno a scuotere l’isola, posta nel cuore del Mediterraneo.

La sequenza storica dei numeri relativi alla strage della fibra killer è impressionante:  1286 casi di mesoteliami dal 1998 al 2014, dei quali circa 450 nel solo periodo dal 2009 al 2014, da cui emerge un trend in aumento   (Fonte RENAM – incidenza del 5,3%, e negli ultimi anni pari al 7% rispetto al dato nazionale – e rilevazioni ONA); 200 decessi l’anno per tumori polmonari provocati dall’esposizione ad amianto. Poi si stimano circa 300 decessi l’anno per altre patologie asbesto correlate come tumori del tratto gastrointestinale (tra cui laringe) e alle ovaie, e patologie fibrotiche con complicazioni cardiovascolari (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici).

Tra le proposte dell’Osservatorio Nazionale Amianto, questi tre punti, come si evincono da una nota dell’Osservatorio stesso:

  • bonifica degli edifici pubblici e privati e dei siti industriali contaminati da amianto, per evitare le future esposizioni, che aumentano il rischio per coloro che sono stati già esposti,  aumentano il numero degli esposti e, quindi, la platea delle potenziali vittime (prevenzione primaria)
  • creazione di un centro di riferimento per la ricerca scientifica, la diagnosi precoce e la terapia per le patologie asbesto correlate, anche con l’istituzione del centro di riferimento presso l’Ospedale Muscatello di Augusta. Istituzione del registro degli esposti e verifica periodica delle condizioni sanitarie (prevenzione secondaria);
  • prepensionamento per i lavoratori esposti ad amianto. Costituzione di rendita, prepensionamento e fondo vittime dell’amianto per i lavoratori che hanno ricevuto diagnosi di patologie asbesto correlate. Risarcimento danni per le vittime. Rilevazione di tutti i casi di patologie asbesto correlate per calcolarne l’incidenza e la mortalità, anche in riferimento al sinergismo con altri agenti cancerogeni (prevenzione terziaria).

Gli strumenti normativi. Tra gli strumenti normativi già esistenti, sicuramente c’è la legge regionale n. 10/2014 a cui  è necessario dare attuazione, perchè può essere considerata uno strumento fondamentale di ausilio per condurre e vincere la battaglia di tutela della salute e dell’ambiente, di legalità e giustizia, nell’Isola. E’ necessario, inoltre, un intervento dello Stato a sostegno della Regione Sicilia: sarebbe opportuni, secpndo l’ONA, creare le  “zone franche” con un livello di tassazione inferiore, ovvero con agevolazioni fiscali, per coloro che decidono di investire nei territori del c.d. “triangolo della morte“, e cioè Augusta/Priolo, Gela e Ragusa. L’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’ONA, ha dichiarato: “Il continuo aumento del numero dei casi di patologie asbesto correlate e purtroppo dei decessi, in Sicilia, come in Italia, ci porta ad insistere affinchè, almeno nell’Isola, venga data applicazione alla L. n.10/2014, rimasta ancora in larga parte inattuata, con grave pregiudizio per le popolazioni colpite, con particolare riferimento al c.d. ‘triangolo della morte’ e cioè Augusta/Priolo, Gela e Ragusa, e in altri territori come Messina, Palermo, Catania. Nessun angolo della Sicilia è risparmiato da lutti e tragedie. Chiediamo l’immediata istituzione del Centro di riferimento regionale per le patologie asbesto correlate presso l’Ospedale Muscatello di Augusta, così come stabilisce la Legge Regionale, perché in caso contrario passeremo alle vie legali, con azioni nei confronti della Regione Sicilia e del Governo Nazionale, con richiesta di risarcimento danni

Appuntamento il 18-19 febbraio, Sicilia. Sarà proprio di tutto questo che si parlerà durante la due giorni dedicata alla discussione sui piani di bonifica del territorio e sulle proposte di prepensionamento e risarcimento messe a disposizione dei lavoratori e delle vittime, nel rispetto della legge regionale n° 10 del 2014 (in materia di amianto):

  • Siracusa, sabato 18 febbraio alle ore 15:30 –  Conferenza  “Amianto: strage invisibile e silenziosa in Sicilia” presso il “The Siracusa International Institute for Criminal Justice and Human Rights” – Via Logoteta, 27 – Siracusa.
  • Gela, domenica 19 febbraio alle ore 9 e 30 – Convegno “Amianto: il genocidio dei lavoratori e cittadini di Gela” presso la ex sede del tribunale di Gela  in viale Mediterraneo, 41.

 



Deborah Divertito

Criminologa, ricercatrice e tifosa del Napoli. Da sempre attenta alle tematiche sociali e ambientali. Co-fondatrice della Cooperativa Sociale Sepofà, mi occupo di promozione editoriale e culturale. Il mio libro preferito? “Il Giovane Holden” di J.D. Salinger


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