Sodalitas Social Awards: Lucart “Best in class” tra le aziende più sostenibili

Sono stati premiati lo scorso venerdì, presso la prestigiosa sede della Borsa di Milano, i vincitori della 14° edizione del Sodalitas Social Award, il premio per le imprese che si sono distinte per la loro Sostenibilità e Responsabilità Sociale.
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Sodalitas, organizzazione di riferimento italiana nel settore della CSR, è nata nel 1995 dall’unione di sole 14 imprese e ora ne conta più di 100 fra le imprese leader nel mercato.
Il tema del premio di quest’anno “Cambiare paradigma per realizzare un futuro sostenibile”, è stato più che mai perseguito, sia per le aziende vincitrici che per gli  interventi in aula.
«Viviamo un tempo di profondi cambiamenti – ha affermato Adriana Spazzoli, Presidente di Fondazione Sodalitas – e la Sostenibilità è la strada da percorrere per cambiare paradigma. Il Sodalitas Social Award fa emergere quella parte del Paese impegnata con operosità a costruire un futuro migliore».

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Guido Pasquini, Direttore commerciale di Lucart riceve il Premio Best in Class

Di notevole impatto è stato l’intervento di Paolo Anselmi, Vicepresidente di Gfk, che ha mostrato il risultato delle ricerche dell’istituto secondo le quali il 78% degli italiani pensa che le nuove generazioni staranno peggio rispetto ai propri genitori e che nell’arco di quindici anni, a una crescita del PIL pro capite (+25%), si contrappone un calo dell’indice di benessere e soddisfazione personale (-20%).
Inoltre ha illustrato i 7 segni distintivi del “nuovo modello” a cui guardano gli individui e le organizzazioni più orientate a costruire una visione positiva del futuro: consapevolezza dell’interdipendenza reciproca; senso del limite; centralità dei valori; riequilibrio del rapporto tra mezzi e fini; ricerca di un benessere non solo materiale; condivisione e collaborazione;  ricerca di un miglioramento e di una crescita orientati verso la qualità.
Dopo l’intervento di Anselmi e un interessante panel sul tema “Dallo sviluppo sostenibile una nuova Agenda per il futuro” sono state premiate le 8 organizzazioni nelle diverse categorie previste.
Queste le imprese e i loro meriti: Wind forma i giovani nelle scuole su giornalismo e informazione; Accenture e Geox si impegnano per l’inserimento lavorativo delle persone disabili;  Iren diffonde l’uso delle energie rinnovabili nei Comuni; la cooperativa Cauto recupera e distribuisce ai più poveri i prodotti alimentari invenduti. Inoltre, DLA Piper tutela i diritti delle persone migranti e Elmec abbassa le barriere del digital divide.
Tra tutte, la vincitrice del prestigioso Premio Speciale Best in class (l’iniziativa che meglio di ogni altra soddisfa unitariamente le aspettative di Crescita, Sostenibilità, Innovazione ed Inclusione) è stato il Gruppo industriale Lucart con il suo “Dal Tetra Pak® all’economia circolare nel tissue”, un concreto esempio di quell’economia circolare di cui tanto si parla. Lucart, infatti, ha lanciato EcoNatural e Grazie Natural, due nuove linee di prodotti realizzati in Fiberpack®, materia prima ottenuta dal riciclo dei comuni contenitori in Tetra Pak®  per bevande. Attraverso un’azione fisico-meccanica senza l’utilizzo di sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente le fibre di cellulosa vengono separate dal polietilene e dall’alluminio. Tali fibre vengono utilizzate per la produzione di articoli in carta tissue, mentre il polietilene e l’alluminio per la creazione di un materiale plastico omogeneo, commercializzabile e riutilizzabile per vari impieghi.
In questo modo sono stati recuperati nel triennio 2013-2015 ben 2 miliardi di cartoni per bevande, non vengono abbattuti circa 900.000  alberi (che sarebbero necessari per la produzione dell’equivalente quantità di carta da fibra vergine) e vengono risparmiate oltre 52.000 grazie al mancato smaltimento in discarica dei cartoni per bevande.
«Siamo molto soddisfatti per questo riconoscimento» afferma Guido Pasquini, Direttore Commerciale del Gruppo. «È un’ulteriore conferma dell’impegno del Gruppo ad adottare modelli di sviluppo che rispettino i diritti umani, le capacità rigenerative della Terra e il benessere delle comunità».



Redazione

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