Marevivo in piazza per dire stop al massacro dei delfini nella baia di Taiji

Marevivo lo scorso venerdì è scesa in Piazza del Popolo per il Japan Dolphins Day 2019 che si celebra in tutto il mondo manifestando pacificamente contro il massacro dei delfini in Giappone. La mobilitazione a livello internazionale è organizzata da Ric O’Barry’s Dolphin Project e Empty the Tanks per sensibilizzare sulla terrificante mattanza di centinaia di cetacei nella baia di Taiji, piccola città a Sud del Paese, che ripartirà ai primi di settembre.

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Nell’ultima stagione di caccia, 106 delfini sono stati catturati per essere venduti, mentre 614 sono stati destinati al macello: la carne di delfino viene infatti venduta per centinaia di dollari, nonostante risulti essere contaminata da sostanze nocive come il mercurio. Un delfino vivo poi può valere una fortuna ed essere venduto anche per decine di migliaia di dollari. La cifra più alta che si è registrata è di 154,000 dollari. I delfini catturati, molto spesso cuccioli sottratti alle madri, sono di solito venduti ai parchi acquatici giapponesi, ma alcuni sono trasportati fino in Cina. In passato, i delfini di Taiji sono stati venduti agli acquari di Singapore, Messico, Corea, Vietnam e Russia. La caccia continua perché finanziata dal business di acquari e delfinari.

 

L’impegno dei cittadini
Marevivo si è già attivata per sensibilizzare su questa mattanza lanciando una petizione #StopMassacroDelfini sulla piattaforma Change.org che ad oggi è sostenuta da quasi 200 mila persone. In occasione dello scorso “World Animal Day”, e della celebrazione della giornata di San Francesco Patrono degli animali, Marevivo ha rivolto anche un appello a Papa Francesco affinché aiuti a fermare il massacro di delfini e balene. L’associazione ha anche scritto una lettera diretta al Pontefice per salvare i delfini da una crudeltà ingiustificabile.

«Abbiamo organizzato l’unica manifestazione in Italia – spiega Laura Gentile, responsabile campagne di Marevivo – perché sono ormai decenni che si perpetra questo massacro ingiustificabile di centinaia di delfini e balene. Questa caccia è sostanzialmente pagata dall’industria della cattività. I delfini di Taiji, molti i cuccioli sottratti alle madri, vengono catturati per essere venduti ai delfinari di molti paesi del Mondo. Altri vengono uccisi per essere mangiati e quelli che vengono lasciati liberi o riescono a sfuggire rimangono spesso soli, separati dai loro gruppi, andando incontro comunque ad un destino spesso crudele. Noi di Marevivo ci uniamo all’appello internazionale di oggi per ricordare questa strage che non si può più tollerare e che non si può di certo considerare una tradizione. Lo stesso popolo giapponese, grazie al lavoro che le associazioni locali e internazionali hanno svolto in tutti questi anni, sta comprendendo l’importanza di proteggere questi meravigliosi animali, simbolo di libertà e mare infinito e la necessità di mettere fine a questa crudelissima pratica».



Redazione

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