Stupinigi Sonic Park: un festival che piace poco alla fauna del parco

A pochi giorni dall’inizio dello Stupinigi Sonic Park pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice, Elena Patriarca (Stazione Teriologica Piemontese), che manifesta le proprie preoccupazioni per quanto riguarda il modo di utilizzare le aree protette per manifestazioni pubbliche impattanti su componenti naturali sensibili.

Sotto la lente d’ingrandimento della biologa piemontese c’è proprio lo Stupinigi Sonic Park che anche quest’estate ha trasformato l’area del parco della Palazzina di caccia di Stupinigi, cuore della Zona Speciale di Conservazione IT1110004, in location per concerti rock e di altro genere.

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«In tale progetto – scrive Elena Patriarca – i valori culturali (parco storico) e ambientali dell’area (vi sopravvivono specie divenute rare a causa delle alterazioni degli ambienti di pianura) sembrano non contare, anzi, vengono cancellati alla radice, ridefinendo il ruolo del parco fin dal suo nome, che diventa, appunto, Sonic Park. Coerente con tale trasformazione, il logo dell’operazione ritrae un cervo con sembianze vagamente spettrali, forse in linea con l’estetica rock, ma evocativo, per chi ha sensibilità naturalistica, dello scempio che si va compiendo.
Un anno fa scrivevo di come, essendo l’area inclusa nella rete Natura 2000, l’operazione Stupinigi Sonic Park fosse stata sottoposta a valutazione d’incidenza, e segnalavo con quali contraddizioni l’Ente dei Parchi Reali, soggetto gestore del sito, avesse emesso parere positivo al festival a poche ore dall’inizio del medesimo. Quest’anno la storia si è ripetuta e persino in versione potenziata, dal momento che dai sei concerti del 2018 si è passati a programmarne otto, all’ultimo ridotti a sette per un problema di salute di un musicista

Dopo i concerti del 2018, l’Ente gestore del sito aveva disposto che fossero condotti accertamenti faunistici, a cui si sarebbero dovuti poi aggiungere ulteriori rilievi per lo studio d’incidenza della nuova edizione del festival. Di logica, ci si attendeva che le nuove indagini, rispetto ai frettolosi e lacunosi rilievi condotti nel 2018, evidenziassero con maggior chiarezza il fatto che il nucleo forestale del parco della Palazzina costituisce un’area di rifugio e riproduzione per fauna di grande interesse conservazionistico (come la colombella, il barbastello e l’Osmoderma eremita) e che il bosco produce prede catturate da altre specie importanti, che non cacciano nella vegetazione fitta ma nelle aree aperte lungo i margini del relitto forestale (penso ad esempio al vespertilio maggiore, specie notturna e lucifuga, sensibile all’inquinamento sonoro e ultrasonoro, che verosimilmente utilizza proprio l’area dove saranno collocati il palco e gli spettatori).

E così è effettivamente stato: i dati raccolti dimostrano tutto ciò, ma, nonostante uno scenario negativo ancora più palese dell’anno scorso, l’Ente gestore ha formulato di nuovo, e ancora una volta all’ultimo minuto, un parere favorevole alla manifestazione.

BioEcoGeo_Sonic Park


Sonic Park is green

Al danno, quest’anno,  si aggiunge la beffa.  Gli organizzatori del festival si sono infatti dati da fare con la “vernice verde”. Dal sito di Stupinigi Sonic Park apprendo che il festival si dichiara “attento alla salvaguardia dell’ambiente e che ciò si concretizza nella richiesta di una cauzione di 2 € per ogni bicchiere, dalla creazione di diverse isole ecologiche e erogatori gratuiti di acqua microfiltrata. All’ingresso del festival saranno inoltre distribuiti posaceneri portatili gratuiti e riutilizzabili.
Gli organizzatori si dichiarano inoltre consapevoli della responsabilità nella scelta della location di Stupinigi Sonic Park, affermando che «il rispetto per l’ambiente è ancor più necessario e doveroso in un parco secolare come quello di Stupinigi» e che «è importante prestare attenzione su come abbattere l’impatto che eventi con grandi numeriche  portano sul territorio».
Concludono lanciando l’hashtag #SonicParkIsGreen e scrivendo che «con il contributo di tutti un festival attento all’ambiente è possibile».

 

BioEcoGeo__sonicparkisgreen

 

Sentendomi sollecitata a dare il mio contributo, lo sintetizzo nel seguito in cinque consigli, diretti ad altrettanti soggetti coinvolti.

  • Agli organizzatori di Stupinigi Sonic Park: non ho nulla contro i concerti, ma fateli altrove, nelle innumerevoli sedi in cui non recano danno.
  • Ai musicisti coinvolti nel festival: la vostra musica è gioia, arte e cultura; non permettete che ciò sia oscurato per conseguenze negative su componenti naturali fragili e preziose, che abbiamo il dovere di proteggere e conservare per le generazioni future.
  • A sponsor e finanziatori di questo festival e di manifestazioni analoghe: associate il vostro nome a eventi che si svolgano secondo criteri di effettiva sostenibilità ed evitate il sostegno quando, come nel caso di Stupinigi Sonic Park, si rema in senso opposto.
  • A quella stampa che nel 2018 aveva accolto Stupinigi Sonic Parkaffermando che anche la fauna si sarebbe goduta i miti del rock e che quest’anno enfatizza la «svolta green di Sonic Park»: un invito a una maggior attenzione al rispetto dell’ambiente e ad affrontare con serietà e con il necessario livello di approfondimento le tematiche connesse.
  • Al Settore Biodiversità e Aree naturali della Regione Piemonte e al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare: la location di Stupinigi Sonic Parkè insostenibile sotto il profilo ambientale.  Il parere positivo espresso dall’Ente Parchi Reali è inaccettabile in quanto contrario alla Direttiva Habitat; se le leggi vigenti vanno rispettate, ne chiedano dunque la revoca.


Redazione

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