«Trump è il migliore alleato dell’ambiente»

Secondo il Direttore Scientifico di LifeGate, l’annuncio del ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici non aprirebbe scenari drammatici, anzi. Paradossalmente, potrebbe provocare un’accelerazione globale nelle politiche di contenimento delle emissioni e negli investimenti in energie pulite.

Trump_BioEcoGeo

L’incontro a Taormina in occasione del G7 con i grandi del mondo e quello a Roma con Papa Francesco di settimana scorsa evidentemente non sono bastati a dissuadere Mr. Trump dalla sua idea di abbandonare l’Accordo di Parigi, innescando non poche polemiche e riflessioni. Una in particolare però, va controtendenza e ci rivela un aspetto che non avevamo considerato.
È un’affermazione di Simone Molteni, Direttore Scientifico di LifeGate che afferma: «Ogni scelta di Trump in campo ambientale è stata una sciagura inaudita. Ma il seme di positivo risiede proprio nella sfacciataggine con cui Trump affronta il problema, facendosi beffe di scienza e buon senso: lo fa apertamente e con arroganza. È proprio questo che sta facendo reagire la società, facendo scattare anticorpi finora dormienti. Milioni di persone che non si sono mai mobilitate attivamente per la causa ambientale oggi sono spinte a reagire, prendere posizione e scendere in strada per protestare. Se ognuno di loro migliorasse il proprio stile di vita anche solo del 20% avremmo già vinto la battaglia».
Secondo Simone Molteni dunque, l’uscita degli USA dagli accordi di Parigi, sottoscritti e tanto voluti da Barack Obama, potrebbe non essere un dramma e rivelarsi, al contrario, una risorsa.

Toccare il fondo per risalire

«Lasciamoci stupire dalla non-linearità della natura. Non è detto che il percorso più veloce per raggiungere l’obiettivo sia una retta che va da A a B. Spesso è più veloce allontanarsi e “toccare il fondo” per poi accelerare riguadagnando il tempo perso inizialmente. Focalizziamoci sul caso dei cambiamenti climatici: gli accordi internazionali per 25 anni hanno cercato di tirare una riga dritta da A a B, ma con passi così lenti da risultare ridicoli; mentre ora Trump sbaraglia tutto e va con passo deciso nella direzione diametralmente contraria. Grazie a questa accelerazione, la società – auspicabilmente – si sveglia dal torpore e reagisce violentemente in direzione opposta (quella giusta) proprio perché l’ambiente e i cambiamenti climatici sono diventati temi caldi e di stretta attualità, di cui parlano tutti i media, innestando un circolo virtuoso.
Le prove che questo sta accadendo? Il primo discorso del neo eletto Presidente francese Macron, che ha invitato gli scienziati americani a trasferirsi in Francia. Oppure la reazione di altri stati (anche americani), che ora hanno messo il tema ambientale in cima alla lista delle proprie priorità proprio per rispondere alle mosse di Trump». Conclude Simone Molteni. E a noi piace pensare che possa avere ragione.



Redazione

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