Viaggio nei fiori, aspettando la primavera

Un fiore è breve, ma la gioia che dona in un minuto è una di quelle cose che non hanno un inizio o una fine (Paul Claudel)

Domenica di Pasqua, fa ancora fresco qui a Mosca, anche se il sole splende alto e sicuro.

 

Stiamo aspettando la primavera, quella che in Italia sembra già arrivata, quella che qui arriverà verso fine aprile. Ma la nostra fantasia e il nostro ricordo corrono all’anno scorso, aspettando di rivedere presto quel tripudio di colori e fantasia che caratterizzano questa capita le dai mille volti. Perché qui di fantasia ve ne è davvero tanta.

Al parco Muzeon, vicino al famoso Gorky Park, dopo aver varcato la soglia, la musica accompagna il rosso vivo dei cuori che accolgono gli sposi, essa accarezza il bianco dei cioccolatini e delle sedie infiocchettate che stanno davanti al piccolo pulpito nuziale.

 

Una cornice argentata, quadrata, avvolta da lunghi nastri rossi si guarda in uno specchio d’acqua che riflette le piccole, e poche, nuvole bianche. La vuota cornice luccicante contiene la fotografia di chiunque voglia starci, di chiunque voglia entrarci o passarci sotto per transitare in un mondo fatto di gioia, leggerezza e spensieratezza.

Girando un po’, un’oasi di pace accoglie due anziane signore dagli eleganti cappelli inglesi. Se ne stanno sedute sotto il verde. Ricordano le Holly Hobbie della nostra adolescenza, in un momento di riposo al fresco di un giardino lussureggiante, dove il motto less is more campeggia a ricordarci le nostre priorità, un po’ in contrasto con quanto vediamo intorno, ma anche questo fa parte del gioco.

 

Alcune statue bianche e leggere leggono le pagine di un libro, un gatto Buddha accoglie gli spettatori che vogliono sedersi a meditare con lui, su panchine di paglia gialla.

I colori continuano. Delicati e non. Non hanno alcuna intenzione di abbandonare il campo e lasciare il nostro sguardo placato o tranquillo. Sono troppo eccitati ed eccitanti.

 

Una piccola montagna di sassi colorati incuriosisce i bambini, che sono sempre tanti agli eventi di questa città, giardini, concerti o musei che siano.

C’è poi il vestito fatto di fiori, che si può indossare se si vuole volare lontano in una favola e sentirsi una bella principessa amata e profumata di rose e di lillà.

Il balcone ecologico ci ricorda che possiamo essere circondati dalla natura più spudorata anche nella città più grigia e affollata, che un fiore curato su un davanzale può ingentilire la vista di qualsiasi torre o ciminiera. Se poi il vaso è un vecchio tronco di legno, riutilizzato per l’occasione, l’idea pare ancor più bella e originale.

 

Qui colore attira colore, profumo attira profumo. Pensieri spensieratezza.

Si percorrono giardini, viali ingentiliti da tanti fiori colorati e gentili, angoli verdi che ospitano amache e tavolini per imparare a disegnare sulla ceramica. Tutto è arte oggi, tutto è creatività in mezzo ai fiori. Si disegna, si legge, si chiacchiera si mangia un gelato non pensando a nulla, solo a essere leggeri e a lasciarsi accogliere dal colore che plasma.

Il fiore oggi ci insegna ancora una volta che lui è breve, ma che proprio per questo è una gioia che non ha inizio né fine. Come un grande amore che ci travolge, improvvisamente.

Era l’anno scorso, quest’anno ci aspettiamo ancora di meglio…

 

Fotografie di Simonetta Sandri



Simonetta Sandri

La volontà di condividere con i lettori la bellezza dell’universo resta per me la vera ragione della ricerca delle parole più adeguate per descrivere una meraviglia spesso indescrivibile. Perché, come il Principe Miškin ne L’idiota di Fedor Dostoevskij, anche io penso che la bellezza salverà il mondo.


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