Terre de Femmes: la Terra salvaguardata dalle donne

Ci sono molte donne, coraggiose e determinate, che nel quotidiano portano avanti progetti di sostenibilità ambientale. L’iniziativa Terre de Femmes, promossa dalla Fondazione Yves Rocher, è nata per riconoscere queste virtù e premiarle.

 

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Valori forti, spiccata sensibilità ambientale e sociale, senso del dovere e impegno lavorativo: sono queste le caratteristiche che accomunano le partecipanti a Terre de Femmes, il progetto della Fondazione Yves Rocher, sostenuto dal brand di Cosmétique Végétale® Yves Rocher, che premia le donne impegnate in azioni green per la salvaguardia del Pianeta.

L’iniziativa, che fin dagli inizi ha riscosso successo sostenendo economicamente le donne paladine dell’ambiente, in Italia è giunta alla quarta edizione e anche quest’anno sta raccogliendo molte adesioni. Ai tre progetti migliori andranno 10mila, 5mila e 3mila euro, da investire nella propria attività di protezione dell’ambiente e della biodiversità.

“Ogni giorno, molte donne
s’impegnano per salvare il mondo”
Jacques Rocher, Presidente Onorario della Fondazione Yves Rocher

 

Le edizioni precedenti sono state un concentrato di belle storie, fatte di etica, cura dell’ambiente e amore per il sociale. Nel 2017 Susanna Magistretti ha vinto il primo premio Terre de Femmes grazie un’idea intrisa di umanità: far entrare il fascino della natura in carcere e offrire un’altra possibilità alle persone che hanno commesso dei reati. Come? Ha fondato la cooperativa sociale Cascina Bollate ed è riuscita a far lavorare insieme giardinieri e detenuti del carcere milanese, in un vivaio pieno di piante particolari, coltivate con metodi biologici, posto sul piazzale esterno del carcere.

Qui i giardinieri trasmettono l’arte del giardinaggio ai detenuti insegnando così un lavoro che permetterà loro, una volta scontata la pena, di reinserirsi nella società. E non è un aspetto marginale, considerando che secondo le statistiche la recidiva scende dall’80% al 15% quando i detenuti imparano una professione in carcere.

Il secondo premio è andato a Luana Papetti (vincitrice del premio Coup de Coeur) con Beating Sea- Nel Cuore del Mare. Luana è responsabile scientifica dall’associazione di volontariato Onlus No-Profit TartAmare e il premio è servito per la cura, la riabilitazione e la riemissione in mare delle tartarughe soccorse in momenti di difficoltà.

Nel 2016 il primo premio di Terre de Femmes è stato assegnato a Daniela De Donno con “La casa dei bambini Sanganigwa si veste di verde”, un progetto di conversione di un orfanotrofio in Tanzania in un villaggio ecosostenibile e autosufficiente, dal punto di vista finanziario ed energetico. Lo scopo era, ed è, garantire un futuro migliore a questi ragazzi e bambini privati dei genitori, insegnando loro a rispettare se stessi e la natura che li circonda.

 

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Terre de Femme
Il 2019 è l’anno della quarta edizione di Terre de Femmes. Possono partecipare le donne maggiorenni, che hanno un’attività di protezione dell’ambiente, della biodiversità o iniziative con finalità etico/sociali. Per inviare la propria candidatura c’è tempo fino al 12 settembre (qui le indicazioni su come fare), dopodiché non rimane che attendere il verdetto della giuria qualificata, che selezionerà i tre progetti migliori a cui andranno 10mila, 5mila e 3mila euro.

La prima classificata potrà poi raggiungere Parigi per partecipare anche al Gran Premio Terre de Femmes, che ha la particolarità di riunire tutte le prime vincitrici delle Nazioni coinvolte e vincere un’ulteriore somma di denaro di 10mila euro. Inoltre, le candidate degli 11 Paesi delle precedenti edizioni internazionali, ma anche qualunque donna maggiorenne impegnata in progetti legati a filone “Piante Medicinali: tra modernità e tradizione”, potranno concorrere per “Terre de Femmes Internazionale” e ottenere 10mila euro per il proprio progetto.



Redazione

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