Abissi – Terra Aliena

Da venerdì 11 aprile sino al 30 settembre 2014 il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa alla Certosa di Calci (via Roma 79) ospiterà la mostra “Abissi – Terra Aliena”. L’inaugurazione è prevista alle 10 di mattina con i saluti delle autorità e gli interventi di Fabio Bulleri dell’Ateneo pisano e di Giorgio Carnevale dell’Università di Torino.
“Con questa esposizione – spiega Roberto Barbuti direttore del Museo di Storia Naturale – vogliamo far conoscere le meraviglie e le incredibili forme di vita che si trovano negli abissi più profondi. Queste specie sono plasmate dalla pressione dal buio assoluto e dal gelo profondo, hanno forme incredibili, sembrano appartenere ad un mondo alieno e quasi immaginario. Ma il buio non è mai assoluto, e le profondità abissali si accendono ad intermittenza delle luci chimiche dei suoi abitanti”.
L’impressione per i visitatori sarà dunque quella di passeggiare in fondo al mare e anche i locali in cui la mostra ha luogo, recentemente recuperati, sono molto suggestivi, in particolare il sotterraneo di 17 metri che si estende al di sotto del Chiostro Grande della Certosa. “Abissi – Terra Aliena” si svolge nella semi oscurità con luci a led e piccoli faretti che illuminano rarissime creature marine come ad esempio un calamaro gigante di 13 metri. In tutto sono esposti più 100 esemplari della fauna abissale: 54 di questi, alcuni tassidermizzati, altri modelli o sotto liquido, hanno colori luminosi e si accendono se illuminati da luce ultravioletta.
“L’ecosistema marino è il più vasto ambiente della terra – conclude Roberto Barbuti – e negli oceani la luce solare penetra soltanto fino a 200 metri e qui si concentra la maggior parte degli organismi marini che conosciamo. Procedendo verso il basso, la temperatura dell’acqua tende a diminuire: a 2.000 metri è di 3 gradi, a 3.000 metri di soli 2 e sui fondali si può sfiorare lo zero. La pressione invece aumenta di 1 atmosfera ogni dieci metri. Il mare profondo è dunque un ambiente estremo, abitato da pochi organismi per la maggior parte ancora sconosciuti”.

Per maggiori informazioni: www.msn.unipi.it

 



Redazione

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