Agroenergie, il settore è in crescita

Si è chiusa a Tortona la Mostra Convegno Agroenergia, giunta al suo settimo anno che ha fatto il punto su un settore che riunisce i settori legati a biomasse, biogas e biocarburanti (come ad esempio il biometano), che genera 4 miliardi di fatturato e crea occupazione per 24mila addetti.
“Il bilancio complessivo di settore – osserva Piero Mattirolo, ad di Agroenergia – è certamente positivo. Le agroenergie hanno avuto una forte crescita, registrando i maggiori incrementi dopo il solare: fino a + 4,7 % per i bioliquidi rispetto al 2008.”
Numerosi i temi affrontati, ma anche le questioni aperte: struttura degli incentivi, legislazione incompleta, opposizioni locali agli impianti di maggiore taglia, mancanza di piani di approvvigionamento certi.
Secondo le stime dell’economista Alessandro Marangoni di Althesys, che ha coordinato le ricerche dell’Osservatorio 2014, lo studio annuale di riferimento, il settore delle agroenergie rappresenta circa un quinto del giro d’affari del comparto delle fonti rinnovabili, comparto dominato dal sole e dall’idroelettrico.
“Gli impianti alimentati a biomasse solide e con la frazione organica dei rifiuti solidi urbani rappresentano il 38% della potenza installata, il biogas è in crescita molto sostenuta ed è arrivato al 35%, mentre i liquidi sono al 27%. Insieme, si tratta di 12,4 miliardi di chilowattora prodotti.
“L’Osservatorio – dice Mattirolo – si avvale del contributo di una serie di importanti attori, accademici, istituzionali e aziendali, con specifiche competenze nei rispettivi settori. In questo gruppo di lavoro ci siamo interrogati sullo stato presente della filiera in cui operano e sulla sostenibilità di lungo periodo. Il risultato è uno stato dell’arte di un settore in forte evoluzione, anche in funzione delle sensibili modifiche intervenute nel contesto nazionale ed europeo.”
“Essendo delle fonti programmabili, il ruolo delle agronenergie – conclude Mattirolo – è di importanza strategica nel mix delle rinnovabili, perché offrono un potenziale di stabilizzazione della rete che negli anni a venire potrebbe essere sfruttato e compensato dal mercato, anche quando gli incentivi saranno finiti”.

Fonte: e-gazette

 



Redazione

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