Bonus pubblicità 2020: novità, requisiti e scadenze

Si apre la finestra supplementare per accedere al bonus pubblicità con le regole speciali previste dal decreto agosto e chiarite dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 25/E del 2020.
Con il regime straordinario, valido solo per il 2020, il credito d’imposta è concesso nella misura del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati su giornali quotidiani e periodici anche on line e su radio e tv locali e, limitatamente al 2020, nazionali non partecipate dallo Stato.

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Cos’è cambiato

Nato nel 2018, il bonus pubblicità 2020 è stata ben presto modificato e non poche novità sono state introdotte sia dal Decreto Rilancio che dal successivo Decreto di agosto, con validità per il solo 2020.

  • La percentuale dell’investimento è scesa dal 75% al 50% e ciò significa che il beneficiario potrà ottenere un credito di imposta fino al 50% sulla spesa sostenuta per l’investimento pubblicitario. Il tutto sempre nel rispetto della normativa europea sugli aiuti “de minimis”.
  • La base di calcolo del credito di imposta non è più il valore incrementale sull’investimento del 2020 rispetto a quello effettuato nel 2019, bensì il valore dell’intero investimento pubblicitario effettuato nel 2020.
  • È stata abolita la richiesta dell’incremento dell’1% degli investimenti pubblicitari realizzati nell’anno precedente.
  • È stata ampliata la scelta sul possibile investimento nei mezzi di comunicazione: dal 2020 è possibile investire anche nelle reti televisive nazionali, che siano analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.
  • Sono state stanziate ulteriori risorse per il bonus pubblicità 2020: ai primi 60 milioni di euro previsti dal Decreto Rilancio sono stati aggiunti 35 milioni portando a 85 milioni di euro lo stanziamento totale.
  • La platea di beneficiari del credito di imposta è stata recentemente estesa anche ai soggetti titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo, i professionisti, gli enti non commerciali e le imprese.

Bonus pubblicità 2020: come accedere

Per poter accedere al bonus occorre seguire alcuni passaggi. Il primo è l’investimento pubblicitario che deve avvenire proprio nel corso del 2020. A questo punto si aprono due fasi: la prenotazione e l’inoltro della dichiarazione finale attestante anche l’importo complessivo dell’investimento.

Per quanto riguarda l’atto della prenotazione, è possibile effettuarla dal 1° settembre 2020 al 30 settembre 2020 direttamente sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dipartimento per l’informazione e l’editoria. Compilando il modello predisposto a tal fine si potrà inoltrare automaticamente la comunicazione ufficiale.

In seguito – dal 1° gennaio 2021 al 31 gennaio 2021 – dovranno essere presentate tutte le spese e le fatture correttamente contabilizzate tramite la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020. La comunicazione giungerà così in via telematica al Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri che provvederà a stilare un elenco dei beneficiari del credito di imposta (da utilizzare esclusivamente in compensazione sul modello F24).

Coloro che hanno già richiesto il bonus pubblicità 2020 nel mese di marzo 2020 potranno accedere anche al nuovo regime di settembre modificando però importi e calcoli. La richiesta non prevede l’effettuazione di una nuova prenotazione, mentre la documentazione già presentata rimarrà valida.

 

Quali spese sono incluse nel bonus pubblicità

Nella circolare numero 25/E del 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito anche quali sono le spese che rientrano nel credito di imposta al 50% per il bonus pubblicità 2020. In particolare, è possibile utilizzare tale credito in compensazione sul modello F24 per:

  • Investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica, cartacea e on line;
  • Investimenti pubblicitari sulle emittenti televisive e radiofoniche,che siano analogiche o digitali, a livello locale o nazionale, non partecipate dallo Stato,
  • Anche gli investimenti in spazi pubblicitari effettuati sulle agenzie di stamparientrano le spese ammesse.

Rimangono, invece, escluse dal beneficio le seguenti spese:

  • Le vendite di spazi pubblicitari nei palinsesti volti alla promozione di televendite di beni e servizi;
  • Le spese effettuate per promuovere servizi pronostici, giochi o scommesse o comunque tutto l’ambito che riguarda la vincita di denaro;
  • Tutte le spese accessorie, di intermediazione o comunque le spese non inerenti all’acquisto dello spazio pubblicitario.


Redazione

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