Derattizzazione: come farla in modo ecologico

Ratti e topi sono un flagello che colpisce un gran numero di città italiane, provocando ingenti danni alle pubbliche amministrazioni. La loro attività mette a rischio la sicurezza degli edifici pubblici e privati, sono veicolo di serie malattie che possono infettare animali domestici ed esseri umani.

Lo strumento più opportuno per combattere la diffusione di malattie per mezzo dei roditori (no, non è la presenza di un gatto!) è la derattizzazione

Lo strumento più opportuno per combattere i roditori? No, non è la presenza di un gatto, bensì la derattizzazione.

Anche l’aspetto economico non è da sottovalutare perché spesso i roditori sono in cima alla lista delle principali cause di incendio per corto circuito causando, in casi più gravi, anche fughe di gas ed esplosioni.
La presenza di roditori viene sovente utilizzata come vero e proprio marcatore ecologico: è assodato come esista una comprovata relazione tra la presenza di topi e ratti e le condizioni igieniche negative dell’ambiente circostante.

Monitorare e tenere sotto controllo la popolazione di roditori come topi e ratti non solo  contribuisce a contenere problemi di natura igienica quali la trasmissione di malattie infettive, ma serve anche ad aumentare la qualità della vita domestica.  Lo strumento più opportuno per combattere la diffusione di malattie per mezzo dei roditori (no, non è la presenza di un gatto!) è la derattizzazione ma, perché questa operazione dia i migliori risultati, è necessario che venga seguita da un monitoraggio continuo. Non è pertanto sufficiente eseguire la disinfestazione in maniera saltuaria se si desidera bilanciare l’ecosistema debellando il rischio di epidemie.

 

Derattizzazione: agire nel rispetto dell’ambiente
Bisogna innanzitutto scovare dove gli animali si sono insediati per comprendere il loro raggio d’azione e studiare la migliore strategia di intervento. Si deve cominciare con la ricerca di tracce visibili come per esempio orme, danni da masticazione e residui fecali. Questi ultimi sono particolarmente utili per capire con quale tipo di animale si ha a che fare. Il colore delle deiezioni assieme alla forma ed alla dimensione rivelano informazioni importanti per combattere selettivamente l’ospite indesiderato. Se non si agisce tempestivamente, non è così infrequente riscontrare un forte odore di urina, accompagnato da segni di morsi che interessano muri, condutture idrauliche e impianti elettrici.

BioEcoGeo_derattizzazioneSuccessivamente è necessario scovare il nascondiglio degli animali, tenendo presente che di norma i roditori prediligono insediarsi al riparo dal contatto diretto con gli esseri umani. Risulta pertanto fondamentale pattugliare le aree adiacenti a quelle colpite per scongiurare la ricomparsa dei roditori.
Infine, bisogna rivolgersi a personale altamente qualificato, professionisti in servizi di derattizzazione che possano garantire lo svolgimento delle attività nel pieno rispetto degli abitanti e della natura.

E’ necessario tenere in particolare considerazione l’impatto ambientale che la derattizzazione costituisce quando si valutano le diverse tecniche per l’eradicazione delle colonie di topi e ratti. Di conseguenza vanno preferite quelle metodologie che prevedono l’impiego di strumenti meccanici al posto di veleni chimici, avendo il duplice vantaggio di essere efficaci contro una più larga varietà di specie ed allo stesso tempo garantendo un maggiore rispetto per il pianeta.

 

Derattizzazione: diversi tipi di esche
Nel corso degli ultimi dieci anni sono state perfezionate trappole in grado di catturare istantaneamente i roditori, operando con diverse modalità per attirare gli animali. Il metodo che si è dimostrato più vincente è rappresentato dall’esca commestibile, disponibile in una vasta gamma di formati (liquido, solido, in polvere) ed in svariati aromi naturali (dolce, salato, oleoso).
Questo sistema può essere accompagnato dal cosiddetto “adescamento strutturale” che trae vantaggio dalla natura stessa dei roditori. La trappola non viene avvertita come un luogo pericoloso bensì viene percepita come rassicurante e li invoglia naturalmente a nidificare.

In conclusione non bisogna farsi scoraggiare dalla prima comparsa di ratti e topi nei dintorni delle nostre abitazioni, esistono comprovati sistemi di cattura ecosostenibili che garantiscono il minor impatto ambientale possibile e per le persone, agendo sistematicamente e continuativamente.
Ricoprono un’importanza fondamentale le indagini iniziali per determinare la natura dell’infestazione e il focolaio di partenza, inoltre  servono ad indirizzare il tecnico della derattizzazione verso l’uso dell’esca più appropriata, ottenendo ottimi risultati in tempi brevissimi.



Redazione

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